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Pugliese
d'origine, romano di adozione e artista per vocazione. Artista
inquieto, in bilico perenne tra fotografia e pittura, tra
ricerca e mercato, tra sogno e provocazione. Un dualismo fecondo
che se non lo ha ancora portato a raggiungere la quadratura del
cerchio, lo ha di certo fatto conoscere ed apprezzare in tutto
il mondo. Dalla gavetta nella Roma dei primi anni Settanta,
fatta di pellegrinaggi nelle redazioni dei giornali, di una bohčme
in bianco e nero tra pittori, belle donne e stanchi figli dei
fiori, ai libri d'immagini prodotti sino ad oggi e alle grandi
mostre. Trent'anni di vita registrati dal suo occhio attento e
critico come in un gioco di specchi tra rimandi ed allusioni
sempre trasfigurati in una luce levantina e caravaggesca insieme
e soprattutto moderna. Una luce "nuova" dalla quale
prendono vita, anche se bloccati nella staticitą di uno scatto,
i ritratti di tanti personaggi come Fellini, Guttuso,
Mastroianni, Leone, Benigni, Monica Vitti.
Una galleria di grande impatto psicologico fatta di geometrie ed
arditezze tecnologiche, di ricerca e tradizione ma sempre sul
filo mnemonico di un'avanguardia vagheggiata che diventa futuro
per questo voyeur tutto preso ad "agire" i suoi
personaggi nel proprio teatrino privato. Un teatrino privato,
pieno di facce e di corpi femminili, di tarocchi e segni
zodiacali, di erotismo ed eresia del segno. Un teatrino che č
luogo della memoria e dell'abbandono, ma anche della fuga e
della scommessa. |