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In altra circostanza abbiamo avuto
occasione di apprezzare il valore di Gian Pietro Penso fotografo,
curiosando nel suo archivio e ammirando i suoi lavori di qualche
tempo fa.
Intendiamo qui riferirci alle immagini che lui veneziano aveva
dedicato alla sua città, insistendo, con palese amore, su due o
tre temi: antichi muri affacciati sui canali, suggestivi riflessi
d’acqua, caratteristiche figure incontrate nelle calli.
Non è stata dunque una vera e propria sorpresa scoprire questi
bellissimi nudi (per altro elegantemente discreti), ma piuttosto
la conferma di un artista giunto alla piena maturità espressiva,
alle prese con la prova più severa e con il più classico dei
soggetti.
Prova brillantemente superata, tanto
da porre il critico davanti ad un vero e proprio dilemma: se cioè
parlarne in quanto risultato tecnico d’alta scuola (sapienti
inquadrature, luci perfette, tagli e stampe ispirate) oppure
rinviare il discorso (più correttamente, credo) alla storia d’arte
del nudo.
Il dubbio è legittimo, vista la
eccellente qualità del materiale e la straordinaria compostezza
delle immagini, realizzate con essenziale linearità: immagini che
riconducono la memoria a passate esperienze visive e
intellettuali, vuoi letterarie, vuoi museali.
Tenendo conto naturalmente che il
dubbio e tutto ciò che ne consegue sollecitano in chi scrive
sensazioni assolutamente personali, poiché, dal punto di vista
oggettivo, le fotografie di Gian Pietro Penso non hanno bisogno di
queste (diciamo così) speculazioni per imporsi all’attenzione
dell’osservatore.
Esse sono percepite con immediatezza
nel loro autentico valore, sia per la plastica rappresentazione
delle figure, sia per la forza evocativa. Sono chiare, vere,
illuminanti e, con discreta e raffinata eleganza, svelano il
segreto della bellezza femminile e della sua necessità vitale.
Al di là (ben al di là) delle
abituali artefatte recitazioni cui ci ha abituato l’attuale
civiltà (inciviltà) dell’immagine, queste fotografie di Gian
Pietro Penso ci riportano al gusto e al piacere dell’armonia e
della regale bellezza.
Marina Itolli
Capo redattore Photo francese |