| BIOGRAFIA |
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10/12/2001 - «Prepara il tuo profilo migliore». Suona più
come un ordine che come un complimento; comunque è così che
Leonardo Pieraccioni ha “reclutato” Luisa Ranieri lo
scorso marzo, appena una settimana prima dell'inizio delle
riprese di Il principe e il pirata, in uscita in questi
giorni. Lui, in realtà, l'aveva scelta già dal provino
organizzato mesi addietro, ma aveva preferito non dirglielo.
«Perché», racconta lei, «gli sembrava strano di aver trovato
l'attrice giusta così facilmente». E
perché ha voluto proprio te? «Perché ero perfetta per la
parte, avevo l'elemento materno per quel ruolo. Chiara - il mio
personaggio - è la moglie separata di Leopoldo (Pieraccioni).
Lei, in vacanza con il nuovo fidanzato, è raggiunta dal marito
ancora innamorato, che le vuole presentare il fratellastro
Gimondi (Ceccherini) e cerca di riconciliarsi con lei».
Si è letto di te... «Di tutti i
colori». No, direi non abbastanza. Dove e
quando sei nata? «Napoli, 16 dicembre 1973: sono
un Sagittario». Hai un curriculum teatrale
molto serio: Cechov, Shakespeare, Fassbinder...
«Assolutamente... (ride) ora sono proprio in altre sfere».
Perché questo salto? «È stato
casuale. Nella vita accadono piccoli eventi che cambiano una
grande situazione. Mi sono avvicinata al cinema senza
accorgermene: facevo pubblicità ed è arrivato il primo film».
Dal teatro al cinema di Pieraccioni senza
tentennamenti? «Sì, perché era il mio primo film. Non ci
sono scene di nudo (c'è un bacetto) e il personaggio è
divertente. Per me era una possibilità, perché no? Sarebbe stato
presuntuoso tentennare, tra l'altro Pieraccioni è uno dei più
bravi a fare quel genere. Nella vita bisogna saper aspettare,
perché le cose belle arrivano, se uno ha pazienza e mette i
semini. Questa è la mia filosofia di vita. È valsa la pena
abbandonare per un momento il teatro e fare nuove esperienze,
però sono sicura che tornerò indietro, anche se per brevi
periodi. Magari quando mi voglio riposare».
Riposare? «Il teatro ha un ritmo
più lento. E il contatto diretto con il pubblico è un continuo
dare e ricevere energia. Il cinema è più veloce, bisogna stare
nei tempi, nelle inquadrature, in quel momento, in quel posto: è
più faticoso, però lavorando con Antonioni ho scoperto che mi
piace molto». Appunto: stai girando Il
filo pericoloso di Michelangelo Antonioni, uno dei tre
episodi del film Eros. Come è entrato Antonioni nella tua
vita? «Un fulmine a ciel sereno. Avevo finito di girare
Il principe e il pirata. Volevo aspettare l'uscita del
film e cercare qualcos'altro che mi interessasse davvero. Un
giorno il mio agente mi ha detto che Antonioni stava preparando
un film, aveva visto una mia foto e voleva incontrarmi. Mi aveva
premesso che ci sarebbero state scene di nudo. Quando l'ho
conosciuto ero emozionatissima. Lui mi guardava come un bambino,
mi guardava le mani, i piedi, mi ha chiesto di fargli vedere
bene le gambe, mi ha chiesto di parlare in inglese. Abbiamo
chiacchierato un po' e poi mi ha mandato a prendere un caffé.
Ritornata a casa sua, ho trovato gli altri due attori,
Christopher Bucholz e Regina Nemni. E ho capito che ero nel
film. I dubbi per le scene di nudo mi sono venuti dopo. Ma penso
di aver avuto fortuna a lavorare con Antonioni. Ogni giorno
imparo qualcosa». Qual è la tua parte nel
film? «Sono la ragazza che il protagonista incontra
all'inizio, ne rimane rapito e la segue fino a casa. Lì inizia
la loro storia e il gioco. Il gioco dell'erotismo, come lo vede
Antonioni». Ti imbarazza girare scene di
sesso? «Abbiamo girato una scena forte, ma sono da sola.
Ormai i rapporti sessuali nei film, anche quelli espliciti, non
hanno niente di erotico: Antonioni ti fa vedere dell'altro, il
sottinteso che sprigiona l'erotismo».
Teatro, cinema... e la televisione? «Anche: inizio con
una commedia per Mediaset con Lorenza Indovina, Neri Marcorè e
la Gialappa's Band. Si vedrà in primavera. La televisione va
fatta, ma scegliendo le cose che ti piacciono, non perché devi
esserci a tutti i costi». (tratto da GQ) |
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