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INTERVISTA DEL 29 APRILE 2002
BENZINA IN ESCLUSIVA PER
PALCOSCENICO
di
Luca Cirillo
BENZINA,
regia di Daniele Falleri
Loredana Cannata, Elodie Treccani, Cinzia Mascoli con Alberto
Bognanni
e la partecipazione di Valeria Mafera.
Speciale realizzato da Luca Cirillo
“Benzina” è in origine un romanzo, scritto da Elena
Stancanelli, diventato in poco tempo un piccolo “caso”, per
l’originalità con cui viene descritto il binomio amore (omosessuale) –
morte. Non ci volle molto per capire che una storia così ben congegnata potesse
essere trasferita sul palcoscenico teatrale e sul set cinematografico, e
così è stato. La lungimiranza di Lorella Morlotti ha fatto si che “Benzina” potesse
diventare una “pièce” teatrale al tempo stesso in cui un altro
produttore ne acquistava i diritti cinematografici. La rappresentazione realizzata al Teatro Colosseo di Roma, intriga,
diverte, appassiona e lo spettacolo mantiene fede alle mie aspettative. Merito di Daniele Falleri, che ha portato in scena una sua lettura del
romanzo, che per motivi “tecnici” e per abitudine nel lasciare un
personale “segno” in tutte le sue opere, fa di “Benzina” un’opera
imperdibile. Ma i meriti di Falleri, affermato regista teatrale ma anche ricercato
collaboratore televisivo ed “ex attore” (il perché lo leggerete nella
sua intervista…) non finiscono certo qui: sua anche l’indovinata scelta
del cast e in un periodo dove i ruoli si “regalano” senza riflettere
troppo sul rapporto attore - personaggio, questa è proprio una piacevole
novità! Loredana Cannata è Stella, un perfetto “maschiaccio”, determinata e
innamorata della sua Lenni. Elodie Treccani è Lenni, dolce e insicura, l’animo fragile della coppia.
Cinzia Mascoli è la madre di Lenni, uccisa dalle due ragazze ma che
ritorna in scena sotto forma di “essenza” scoprendo per la prima volta
la vera natura di sua figlia, i suoi sentimenti, le sue paure,
avvicinandosi paradossalmente a lei come mai aveva fatto in vita. Alle tre protagoniste si aggiunge Alberto Bognanni che irrompe nel ruolo
di un avventore del distributore, particolarmente attratto da Stella,
causando pericolosi inconvenienti alle due ragazze. Lo stile recitativo è azzeccato, e là dove sono già note le qualità
istrioniche della bravissima Cinzia Mascoli (Colpo di Luna, Il testimone
dello sposo, Viaggi di nozze), davvero sorprendenti sono state Loredana
Cannata ed Elodie Treccani. La prima, (protagonista de “La donna Lupo” di Aurelio Grimaldi e nel
cast di “Senso ’45” di Brass) temperamento siculo “tout court”, regge la
scena da veterana, con un impatto molto forte nella caratterizzazione di
Stella, sicuramente un ruolo non facile. La seconda, (I ragazzi del muretto, Il Verificatore, L’Ospite, Commesse)
esprime anche in scena la dolcezza del suo carattere, risultando
naturale e al tempo stesso intensa, davvero una piacevole conferma
artistica.
DANIELE FALLERI
1) Ciao Daniele, benvenuto su “Palcoscenico”. Ero incuriosito da
questa tua trasposizione teatrale di “Benzina” e ho pensato bene di
farla conoscere anche ai nostri lettori “telematici”. Iniziamo l’intervista rispondendo a questa domanda “facile facile”:
perché “Benzina”?
L’idea di partenza è stata della produttrice Lorella Morlotti, che mi
ha contattato dicendomi che secondo lei da quel libro poteva venirne
fuori qualcosa di interessante a livello teatrale. Io ho letto il libro e anche se sono abituato a portare in scena testi
miei, sono rimasto “folgorato” perché si tratta di un romanzo
bellissimo. Certo c’erano da superare diversi problemi tecnici…ad esempio, i lunghi
viaggi in auto descritti nel libro, non potevano essere riprodotti in
teatro, e io ho fatto fare un percorso psicologico alle protagoniste, in
modo che quel “viaggio” si potesse compiere ugualmente ma in modo
“mentale”…
2) Quanto tempo hai impiegato nella tua trasposizione teatrale?
Ho lavorato circa tre mesi, quindi neanche troppo se ci pensi…però poi
c’è stato un lungo lavoro che è quello della regia, durante il quale
prendo il mio testo come fosse quello di un altro autore e mi permetto
di rielaborarlo anche a seconda del “materiale umano” che ho davanti.
Una cosa è stare davanti ad un computer immaginando cosa diranno i
personaggi, e un’altra è avere di fronte a te gli attori.
3) Come è avvenuta la scelta del cast?
Beh, Cinzia Mascoli è una grandissima attrice e poi ci conosciamo da
anni, abbiamo lavorato in teatro insieme…
4) …e anche al cinema con “Colpo di Luna” di Alberto Simone…
Verissimo! Mi fa piacere che tu l’abbia visto. Dicevamo…con Cinzia ho lavorato per anni ad un progetto di “cinema nelle
scuole”, girando l’Italia insieme…siamo in perfeta sintonia, sul piano
artistico e umano. Loredana l’ho conosciuta ai provini…non era facile trovare attrici così
giovani, come richiedeva il testo, e allo stesso tempo capaci di reggere
il palcoscenico con la naturalezza dei veterani…quindi ho fatto provini
su provini…l’incontro con Loredana è stato interessante e divertente, le
ho fatto un “provino su parte” e ho capito che “Stella” era lei!
5) Nella prima versione teatrale di “Benzina” non era presente Elodie
Treccani…
Infatti, c’era Ana Valeria Dini, molto brava anche lei, con “corde”
diverse da Elodie…dopo la prima versione fu scelta per fare il serial
“La squadra” spostandosi in pianta stabile a Napoli, e quindi abbiamo
dovuto trovare un’altra attrice ma non volevo una “sostituta” o una
“copia”. Avevo già pensato ad Elodie per la prima versione, e quando è entrata
nella compagnia, ha regalato la sua dolcezza e generosità, oltre che il
suo talento, alla nuova versione di “Benzina”. Una cosa importante di questo progetto è che stiamo lavorando con tanta
serenità e complicità, elementi a mio giudizio indispensabili.
6) Il pubblico come sta reagendo?
Molto bene, grandi emozioni e grande divertimento, anche grazie al
contrappunto comico di Cinzia Mascoli che ”alleggerisce” una situazione
altamente drammatica. Qualche sera fa un ragazzo si è complimentato con me perché lo
spettacolo lo aveva commosso e lui aveva addirittura pianto; questa cosa
mi ha colpito, perché le risate riesci a valutarle anche stando dietro
le quinte, ma le emozioni, la pelle d’oca, devono essere per forza di
cose esternate e, anche se non è mia intenzione “far piangere”, mi ha
fatto piacere aver procurato queste sensazioni.
7) Come riesci a conciliare l’attività teatrale con quella
televisiva?
Non sono due mondi lontanissimi tra loro?
Il ruolo dove mi sento più a mio agio sono la direzione degli attori e
la scrittura; sui set televisivi faccio l’acting couch, “accompagnando” gli attori
verso il percorso dei loro personaggi, e nonostante i ritmi siano
frenetici e ben diversi da quelli teatrali, è un ruolo che mi piace
molto. Per quanto concerne la scrittura effettivamente ci sono delle diversità
tra quella televisiva e quella teatrale: per la scrittura teatrale ci si
può soffermare maggiormente su monologhi e o battute più “lunghe”…ci
sono meno personaggi, meno dispersione, però in entrambi i casi cerco di
mettere dentro qualcosa di “importante”, di fuori dalla norma, che
nell’ambito televisivo è un azzardo. Però fino ad oggi le mie idee sono sempre piaciute e attualmente sto
lavorando alla seconda serie di “Carabinieri”, scrivendo le prime
puntate, poi si vedrà…
8) E invece la tua carriera di attore?
Quella è preistoria! (ride) Ogni tanto soprattutto quando lavoro alle
fiction, mi viene chiesto di fare piccole parti, ma non credo di essere
portato per questo ruolo…
9) Beh non mi sembra! Se te lo richiedono ci sarà un motivo…e poi hai
lavorato con Pupi Avati, Maurizio Ponzi, Alberto Simone, insomma tutti
registi di grossa qualità….
Si è vero, ma non credo di avere il carattere giusto per fare
l’attore. Mi sono reso conto che l’attore è la pedina nel disegno di altri…magari
giri una scena che reputi ottima e poi in montaggio la tagliano! Dato che ho sempre scritto sin da giovanissimo, ho voluto specializzarmi
in questo ambito per me più gratificante.
10) Ci ricordi però alcune delle tue esperienze da attore?
Con Ponzi ho fatto “Anche i commercialisti hanno un’anima” con
Pozzetto, Montesano e la Ferilli…poi un po’ di pubblicità, il film di
Simone di cui parlavi prima e una serie televisiva di Pupi Avati,
chiamata “E’ proibito ballare”, te la ricordi?
11) Me la ricordo??? Era bellissima! Davvero d’avanguardia, nel senso
che ha anticipato molte cose che si sarebbero viste in seguito in
televisione. La vedevo sempre da ragazzino…c’era Chicco Salimbeni e poi
il grande Vincenzo Crocitti, vero?
Non sbagli, bravo! Pensa che Crocitti l’ho incontrato nuovamente poco
tempo fa, dato che lui è nel cast di “Carabinieri” e io ho avuto la
fortuna di lavorare nuovamente con lui, anche se in un’altra veste.
Bravissimo attore.
12) A quando una regia cinematografica?
Guarda, io ho un progetto che sta prendendo forma…si sta muovendo
qualcosa…presto potrebbe avvenire questo debutto, anche se la mia
“libertà” continua ad essere quella di lavorare a teatro. La televisione e il cinema pagano bene, e quindi non vanno scartate a
priori, perché ti danno la possibilità di lavorare tranquillamente ai
tuoi progetti teatrali. In passato ho realizzato alcuni cortometraggi e quindi un’esperienza da
regista cinematografico non mi dispiacerebbe.
13) Ultima inevitabile domanda: il tuo rapporto con Internet?
OTTIMO!! Navigo spesso, ho un mio sito (www.danielefalleri.it) che ho
curato in prima persona…per un periodo ho anche chattato molto,
conoscendo alcune persone molto simpatiche. Credo che Internet sia il “presente” e non il “futuro”! E’ parte della
mia vita!
ELODIE TRECCANI
1) Ciao Elodie, descrivici il tuo personaggio in “Benzina”….
In “Benzina” io sono Lenni, una ragazza che scappa di casa e da una
madre oppressiva, e va in cerca di libertà. Incontra Stella e se ne innamora…inizialmente sarà per Lenni un
problema, visto che non è mai stata con una donna, ma Stella le da amore
e sicurezza e finirà per abbandonarsi a lei. Poi con l’improvvisa irruzione della madre di Lenni, e l’omicidio
seguente, inizierà il delirio delle due ragazze, indecise se scappare o
meno…come far sparire il cadavere della madre…e in tutto questo c’è
anche il recupero del rapporto madre – figlia, che avviene forse troppo
tardi… Proprio questo elemento mi è piaciuto della storia, e mi ha spinto ad
accettare; Poi ho letto anche il romanzo ma dopo aver già accettato la versione di
Daniele, che inizialmente mi aveva proibito di leggerlo! (ride)
2) Parlami del tuo ingresso nel cast…
Io sono entrata in corsa, nel senso che lo spettacolo era già stato
messo in scena con un’altra attrice, ma mi sono trovata a mio agio
subito. Daniele lo conoscevo da tempo, perché l’avevo incontrato in un seminario
di recitazione, Loredana è stata dolcissima e non ho mai avuto
problemi…Cinzia inutile dirlo, è una forza della natura! (ride)
3) Torniamo indietro e parliamo della serie televisiva che ti ha
“lanciato” e che era un must per tutti gli adolescenti di inizio anni
’90: “I ragazzi del muretto”.
Il personaggio di Giuliana era uno dei più amati…come arrivasti a quella
serie?
Io, dopo una serie di provini, avevo fatto una puntata “pilota”, e
nonostante questo, non ero sicura di avere la parte, perché la serie era
diretta da tre registi, e ognuno diceva la sua sulla scelta dei
personaggi! Non so per quale miracoloso motivo alla fine fui
scritturata! Comunque il personaggio di Giuliana l’ho amato molto ma anche odiato,
perché era diventato inscollabile…ancora oggi mi fermano per strada
chiedendomi: “ma tu sei Giuliana de I ragazzi del muretto?” poi li
guardi bene…siamo tutti cresciuti…però sono sempre “Giuliana”! (ride)
4) Come erano i rapporti con gli altri giovanissimi protagonisti?
E’ stato divertente all’inizio…poi un po’ palloso! Eramo una vera
scolaresca, e nelle scene di gruppo diventava difficile gestirci!
5) Come mai non hai accettato la terza serie?
Perché ero stanca! Era una bella serie televisiva, innovativa, però
avevo voglia di fare cose diverse e i tempi di realizzazione del
telefilm me lo impedivano.
6) E la prima esperienza “post-Giuliana” fu “Il verificatore” di
Stefano Incerti, vero?
Esattamente. Dopo il no alla terza serie arrivò subito “Il
verificatore”, una esperienza di qualità e molto matura…forse io non ero
nemmeno così matura per farlo…era un altro mondo, quello
cinematografico, con un linguaggio diverso, ma molto stimolante e
ricordo con piacere quel film.
7) Poi hai lavorato nuovamente in televisione con “Commesse”? Come
mai questo ritorno alla fiction?
Sono quelle cose strane che accadono…magari sei ferma per un periodo e
poi improvvisamente ti chiamano per più cose…e io ho detto si alla serie
e al film “L’ospite” di Colizzi!
8) L’esperienza di “Commesse” allora?
Ho accettato perché penso che le serie televisive ti diano quella
popolarità e visibilità che comunque servono…poi mi hanno “incastrato”
anche per la seconda serie! Fortunatamente il mio personaggio è morto e quindi mi sono liberata
anche dalle commesse!(ride) Non mi piace mai ripetere le cose…inizia a mancare l’originalità e
quindi meglio non ricalcare!
9) “L’ospite” di Alessandro Colizzi…
Un altro film di qualità… il mio primo film da protagonista…un film
borghese, un ottimo ricordo…con Umberto Orsini che faceva la parte di
mio padre e mi incuteva davvero terrore, perché si tratta di un attore
straordinario.
10) E le prossime avventure artistiche?
Dopo aver fatto teatro con “Benzina”, vorrei tornare al cinema,
continuando a fare bei film…
11) I registi che ammiri maggiormente?
Beh ce ne sono diversi…Soldini, Calopresti, Mazzacurati…mi piacerebbe
anche fare qualcosa di “comico” ma una comicità interessante…
12) Un ricordo del tuo primo film, che se non sbaglio fu “Phenomena”
di Dario Argento?
Ma quella fu una particina, insieme a tante altre ragazzine…l’incontro
con Argento fu agghiacciante…mi faceva paura…il suo aiuto regista
diceva: “non va bene, è troppo piccola” e lui invece sembrava entusiasta
e ripeteva: “la mettiamo da qualche parte! va benissimo!” (ride)…c’era
un’atmosfera affascinante…la scena con le api che ricordo ancora…mi
piacerebbe fare un film dell’orrore!
13) Quindi sei un’amante di cinema “horror”?
Ho detto che mi piacerebbe girarli, è divertente scoprire tutti i
trucchi…ma poi non li rivedrei! (ride) Ho troppa paura!
14) Non mi dirai che non hai rivisto nemmeno “Phenomena”?
Si l’ho rivisto…con le mani davanti agli occhi!!! (ride)
LOREDANA CANNATA (per gentile concessione di Nocturno
Cinema)
1) Parlaci di Stella il tuo personaggio in “Benzina”…
Stella è una ragazza semplice e concreta, e con un grande amore per
Lenni, che la porterà addirittura ad uccidere la madre che cerca di
portarsela via. Un bel ruolo, molto forte, quello di una ragazza omosessuale, mi è
piaciuto davvero.
E’ uno spettacolo diretto verso il pubblico, non è ermetico. Non avevo letto il romanzo, perché l’adattamento teatrale è un po’
diverso…poi io preferisco leggere saggi documentaristici…
2) Parliamo adesso de “La donna lupo” che ti ha consacrato nel
panorama del cinema erotico italiano…
Aurelio Grimaldi, il regista del film è una persona adorabile, un
grande scrittore e…un “pazzo reale”! Dice e fa realmente quello che
pensa, non è un ipocrita. Mi piaceva l’idea del film, che ribadiva il fatto che una donna che ha
più esperienze sessuali non è per forza di cose una prostituta…la
sentivo in qualche modo vicina alla mia storia personale… Io sono stata la donna più “accusata di sesso” di tutta Giarratana, il
mio paese natale!! (ride)
3) Ammesso che il sesso possa essere un motivo di accusa…
Per molti lo è, caro Luca!
3) Come ha reagito la tua famiglia?
Mia madre ebbe un momento di “cedimento”, ma mio padre mi stupì:
nonostante ciò che si pensa degli uomini del sud, mi diede fiducia e
alla fine mi furono entrambi vicini. Se ne fregarono delle maldicenze che serpeggiavano nel paese, e io
sarò sempre riconoscente a loro per questo. Spiegai ai miei che quello che facevo davanti alle telecamere,
giustificata da una sceneggiatura e un regista di qualità, non era
quello che accadeva fuori dal set…tante colleghe non tolgono neanche una
spallina in scena e poi vanno con i produttori…io no!
4) Alcune scene furono comunque “esplicite”…quali ti misero in
difficoltà?
Beh la “famosa” scena della fellatio sicuramente…però l’atmosfera era
delle migliori, la troupe fu molto rispettosa, girammo tutto il film in
due settimane, con gli attori che battevano anche il ciak! (ride) Magari nei film cosiddetti “normali” succedono squallidi intrallazzi nei
corridoi, invece in quel periodo fui particolarmente tranquilla. Tornando alla scena “incriminata”…mi fu detto il giorno stesso in cui la
girammo che sarebbe stata “non simulata”! Ebbi un attimo di panico…la
troupe mi disse: “la giriamo dopo mangiato, così stai più rilassata”, ma
non toccai cibo! Mi portavano mandarini sul set, tutti erano gentili, ma
rimasi tesa fino al ciak! Poi però filò tutto liscio…ci si abitua alle guerre, ai morti…io in
fondo, non ho ammazzato nessuno! Uno dei miei “cavalli di battaglia” era: “se avessi ammazzato 80
persone, non se ne sarebbe parlato così tanto!” (ride). Questi tabù sono terribili…lasciamo i bambini incollati con i
videogiochi dove ammazzano tutti e poi non si parla con loro di sesso,
che è una cosa naturale…
5) E le scene acquatiche con Pascal Persiano? Anche quelle erano
molto realistiche….
Erano vere, accidenti! (ride) Comunque nessun imbarazzo
particolare…dopo quella che ti ho descritto prima, il resto risultava
quasi naturale!!
6) Il film aveva uno spirito “pasoliniano” di fondo, che forse non fu
capito….
Sono contenta che tu l’abbia notato, grazie! Grimaldi ama molto
Pasolini, però per molti, se in un film ci sono scene di sesso, si
tratta di un film erotico e basta…ci si ferma all’apparenza.
7) Cosa ricordi dello speciale “La donna lupo si confessa”?
Devo dire che è realizzato con molta classe…
Ci fu richiesto dalla produzione del film, e lo realizzammo per “Il
biglietto d’oro”di Firenze…però non l’ho mai visto… sulla mia carriera
ne sai più di me! (ride)
8) Subito dopo “La donna lupo” hai accumulato una serie di
partecipazioni a fiction…
Vedi, “La donna lupo” fu come un punto d’arrivo, nonostante fosse la
prima parte da protagonista! Dopo, decisi di ripartire da zero, con piccoli ruoli che potessero
aiutarmi a crescere, anche a livello recitativo. Feci due film-tv per la regia di Pingitore (“Villa Ada” e “La casa delle
beffe” ndr.) e fiction come “La voce del sangue” con Franco Nero,
“Giochi pericolosi” e “Tutto in quella notte”, che furono esperienze
molto interessanti per “ricominciare”.
9) Parlami del film di Romano Scavolini, “Ustica”
Romano è un altro regista che adoro…so che è negli States a lavorare
su nuovi progetti… Il film è molto bello anche se purtroppo non è ancora uscito nelle sale.
Sono state fatte solo due anteprime a Roma e Palermo e il pubblico ha
accolto positivamente il film. A Palermo erano presenti alcuni familiari delle vittime di Ustica, ho
parlato con loro ed è stata una esperienza molto forte; il film di
Romano, mi dicevano, è più “vero” rispetto al “Muro di gomma”, e non
specula sul dolore dei familiari.
10) Avete avuto problemi durante le riprese? Tempo fa il regista
Giuseppe Ferrara mi diceva che tutti i suoi film di denuncia sociale
erano costellati da intromissioni preoccupanti e spesso si girava sotto
scorta….
Beh durante la lavorazione tutto è andato bene. Però quando stavamo andando alla prima a Palermo, c’era un tipo che
guardava sempre se eravamo seguiti da macchine sospette…(ride) Si un po’ di tensione c’è stata, però io amo intricarmi in fatti
politici, avrei voluto fare la giornalista, quindi…
11) E guarda caso in “Ustica” sei una giornalista…e anche in un film
con Paolo Sassanelli, vero?
Sei informatissimo!! Nel film con Sassanelli (“Sotto gli occhi di
tutti”, regia di Nello Correale ndr.) , anche questo ancora “fermo” da
tempo e non so perché, sono una studentessa di giornalismo, mi piace
interpretare ruoli che sento vicini a me come ti dicevo prima. Un film a cui tenevo tantissimo era stato scritto da Grimaldi con la
collaborazione di Antonio Russo, reporter di Radio Radicale. Dovevamo girarlo in Georgia e io avrei dovuto interpretare
un’infermiera, ma proprio per le cose che Russo voleva raccontare nel
film, fu ucciso. Comunque tornando ad “Ustica”, forse l’intromissione più “oscura” è
proprio quella che impedisce al film di avere una distribuzione nelle
sale.
12) E’vero che hai intenzione di realizzare documentari?
Verissimo! Ho aperto una mia produzione appositamente per fare
documentari, era un mio sogno! Poi faccio televisione per soldi, sono nel cast de “Il bello delle
donne”, produzione Mediaset, quindi pensa un po’! (ride) Faccio riciclaggio di “soldi sporchi” e con i soldi guadagnati ci faccio
i documentari!! (ride)
13) Hai l’onestà di ammettere che alcuni lavori si fanno
esclusivamente per soldi…
Guarda, qualche tempo fa una giornalista mi chiese: “hai provato
imbarazzo a girare un film con Tinto Brass”? Io le ho risposto che il mio più grande imbarazzo sarebbe fare
televendite!!! (ride) Ho chiesto alla mia agenzia di non farmi fare ruoli da sbirra,
carabiniera, guardia di finanza, insomma niente forze dell’ordine…mi
sentirei una ipocrita! (ride).
14) Mi hai anticipato sul rapporto con Brass….
Brass lo avevo conosciuto ai tempi de “La donna lupo”..ci furono
dichiarazioni velenose da parte di entrambi tramite giornali…lui diceva:
“La Cannata non la prenderei mai per un mio film... è piatta come una
tavola da surf!!” e io rispondevo: “Con Brass non lavorerei mai!”
(ride). Poi invece l’ho conosciuto, mi è stata offerta la parte in “Senso ‘45” e
visto che era un ruolo importante ai fini della storia, l’ho accettato
volentieri…mi ricordo la corsa ad abbracciare Gabriel Garko dopo la
fucilazione… un piccolo ma piacevole ruolo.
15) Cosa pensi del film e di Brass?
Brass è simpaticissimo, e così sua moglie Carla, detta “Tinta”! Tinto e Tinta, che forza che sono, starei sempre ad abbracciarli, sono
molto gentili! Il film non l’ho ancora visto…so che nelle mie scene sono state usate
luci particolari, è vero?
16) Beh, purtroppo sei praticamente in bianco e nero, perché Brass mi
ha confessato di aver voluto “giocare al contrario”, utilizzando il
colore per i “flashback” e il b/n per il “presente”…
Questo non lo sapevo! Comunque ho un ottimo ricordo di tutta la
lavorazione di “Senso ‘45”.
17) E il “Corto circuito erotico” prodotto da Tinto?
Quello l’ho fatto per soldi ed è stato un primo avvicinamento al mondo
di Brass. Solo quattro giorni di riprese, ben pagati…perché non farlo? (ride)
Poi c’era Rolando Ravello, un attore bravissimo oltre che un mio amico.
18) So che hai un bel rapporto con Internet…
Bellissimo rapporto! Sto scrivendo un lungometraggio in digitale che
andrà in Internet gratuitamente, e poi magari in futuro troveremo una
distribuzione cinematografica, però non mi far dire troppo…
CINZIA MASCOLI
1) Anche per te voglio una descrizione del tuo personaggio…
Il mio più che un personaggio è una “essenza”! L’essenza della “madrità”,
ciò che abbiamo sentito spesso dire dalle nostre madri, grottesco ma a
loro modo giusto.
2) Il tuo rapporto con Daniele Falleri è ormai consolidato….
La follia di Daniele mi intriga! (ride) Nonostante percorsi a volte
diversi, ogni tanto ci chiamiamo e torniamo a “giocare insieme”! Abbiamo
fatto anche uno spettacolo teatrale molto bello, chiamato “Tua Culpa”,
scritto proprio da Daniele. Ora però non voglio più fare la madre nei suoi spettacoli, basta! (ride)
3) Sappiamo che stai girando un film in questi giorni…
- Si, ho fatto il film di Magni, intitolato “La notte di Pasquino”, con
Nino Manfredi e oggi sono stata sul set di un film di Mattolini, con
Remo Girone, ma si è trattato di un “cameo”.
4) Col cinema sei sempre stata molto selettiva…
Poche apparizioni ma mirate. Un film come “Il testimone dello sposo”
di Pupi Avati ad esempio, è stato un momento incredibile per me a
livello qualitativo. Un bellissimo film, con tanto di menzione speciale al Golden Globe,
davvero un’opera importante. Ma anche film più “leggeri” come “Viaggi di nozze” di Verdone, mi hanno
aiutata a crescere e sono state esperienze fondamentali.
5) Come hai conosciuto Verdone?
Facendo un classico provino! Non ho una famiglia che viene dal cinema,
non ho conoscenze particolari nel settore e quindi ogni volta mi metto
in gioco come una debuttante. Si sono costruiti dei rapporti, partendo sempre prima dal lavoro e poi
magari instaurando rapporti umani oltre che professionali, che ti
permettono di fare altri incontri e così via..
E’ un mestiere fatto di incontri che possono rivelarsi importanti come
nel caso di Verdone e Avati, col quale ho girato anche “La via degli
angeli”.
6) Di “Simpatici e antipatici” di Christian de Sica, cosa ricordi?
Io non rinnego mai nulla di ciò che ho fatto e quindi neanche questo
film. Ricordo che ero sul set di Avati e arrivai di corsa anche su quello di
Christian perché serviva il mio ruolo…onestamente non è uno dei film di
cui vada più orgogliosa, però con De Sica mi sono trovata benissimo. Ho pagato un prezzo molto caro, non insistendo esclusivamente sulla
natura comico/grottesca…il caberet paga molto bene!! (ride). Ma mi sento una attrice capace di dare il massimo anche nelle cose
drammatiche e quindi preferisco selezionare con attenzione i copioni.
7) Il film di De Sica aveva un cast nutritissimo…
Si ma io, esattamente come il mio personaggio nel film, quando si
riunivano gli amici mi facevo da parte! (ride) Quindi non ho avuto molte scene corali.
Non era facile gestire tanti attori e io che sono di natura timida,
preferivo stare in disparte.
8) In quel film c’era anche Piero Natoli, scomparso lo scorso anno….
Piero lo conoscevo da tempo…era un bravissimo attore, uno strano
“giullare” di Roma…molto mondano a differenza mia!
Conosco bene la figlia Carlotta, e ci stimiamo…Piero aveva una grande
ingenuità di fondo ed era molto sensibile, cose che spesso non
conciliano con il mestiere di attore…
9) Cosa pensi dell’invasione delle fiction a scapito del cinema?
La fiction è una soluzione di continuità, ma per quello che mi
riguarda vorrei più coraggio da parte dei registi: spesso ci si lega ad
un personaggio e ti chiedono sempre lo stesso ruolo. La televisione ha i suoi pericoli…con la velocità di realizzazione si
curano poco i personaggi…le fiction vengono scritte per un pubblico di
massa, e per forza di cose sono conservatrici perché non si può
rischiare con cose sperimentali. E’ un bel problema…io ho scelto di fare la “protagonista di puntata”
così da non legarmi a fiction-fiume! E’ successo così per “Don Matteo”,
“Sei forte maestro”, “Le ragioni del cuore” e per una nuova serie con
Fabio de Luigi, Neri Marcorè ed Emilio Solfrizzi. La zona più autonoma resta il Teatro, e la prossima stagione sarò al
Parioli con Paola Tiziana Cruciani, e poi ho fatto “Rumors” al Teatro
Vittoria, oltre che “Benzina” con Daniele Falleri. Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte…
a
cura di LUCA CIRILLO
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