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20/05/2010
...A Toys Orchestra
Recensione e foto di Luca Cirillo
"Midnight
Talks", il nuovo album firmato "...A Toys Orchestra" è di
sicuro uno dei prodotti più originali ed entusiasmanti degli ultimi
mesi.
Nati artisticamente in Campania nel 1998 e capitanati dal cantante e
chitarrista Enzo Moretto, hanno esordito nel 2001 con l'album "Job"
acclamato come uno dei prodotti indie più interessanti, proseguendo
sulla stessa linea con il secondo "Cuckoo boohoo" del 2003.
Ma è con "Technicolor Dreams" del 2007 che avviene la definitiva
consacrazione accompagnata anche da prestigiose collaborazioni a
iniziare da quella con Dustin O’Halloran, della band statunitense
Devics, nelle vesti di produttore artistico.
In quel periodo tre brani tratti da “Technicolor Dreams” (Cornice Dance,
Amnesy International e Technicolor Dream) vengono inseriti nella colonna
sonora del film di Jess Manafort, dal titolo “The Beautiful Ordinary”,
uscito nelle sale cinematografiche americane nel settembre 2007.
Oltre 150 date tra il 2007 e 2008 (più un tour europeo di 15 date)
permettono poi al gruppo di farsi conoscere ulteriormente.
Nel 2008 vengono invitati dagli Afterhours a partecipare alla
compilation "Il paese è reale" con il brano inedito "What you said", ed
iniziano una proficua ed interessante collaborazione con la cantautrice/polistrumentista
Beatrice Antolini.
E arriviamo quindi a "Midnight Talks" nuovissimo album targato "...A
Toys Orchestra", probabilmente il migliore tra i quattro prodotti dalla
band.
Ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione live dell'album (al
"Circolo degli Artisti" di Roma) e sul palco, insieme alla band, rivedo
con piacere proprio Beatrice Antolini nel ruolo di session man (anzi
session girl!) di lusso, impegnata a suonare pianoforte elettrico, basso
e sax oltre che a regalare ottimi controcanti con la sua voce.
Insieme a Enzo Moretto (voce, chitarra e tastiere) la band al completo,
ovvero Raffaele Benevento al basso e chitarra, Ilaria D'Angelis alle
tastiere, basso e voce e il batterista Andrea Perillo.
Il concerto si apre (dopo un preambolo "noise" molto 70's) con "Backbone
Blues", uno dei brani più belli del nuovo album, che catalizza da subito
l'attenzione del numeroso pubblico presente.
Pochi secondi e la band intona l'introduzione di "Yuppi Du" di Adriano
Celentano che serve da premessa/omaggio al celebrativo brano, intitolato
proprio "Celentano", una imprevedibile e riuscitissima ballad
country-blues.
Lo show procede tra brani nuovi e storici e ciò che colpisce, oltre alla
già nota qualità delle composizioni, è l'eclettismo dei musicisti sul
palco che, con naturalezza e competenza, si scambiano ruoli e strumenti
dimostrando di essere degli Artisti con la "A" maiuscola.
L'esecuzione di "Invisible" (uno dei brani più noti e amati del gruppo)
è davvero emozionante e, tra il pubblico, noto alcune ragazze che
stentano a trattenere le lacrime...queste sono soddisfazioni per un
artista che vuole "arrivare" ai propri fans.
In una continua alternanza tra momenti ipnotici e altri punk/rock,
intervallati da esplosioni emotive come la citata "Invisible", si arriva
alla conclusione di uno show bellissimo.
Vi
consiglio quindi di controllare le tappe del loro tour!
www.myspace.com/atoysorchestra
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