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28/05/2010
“LA REGINA DEI CASTELLI
DI CARTA” di Daniel Alfredson
recensione di Osvaldo Contenti
Con “La regina dei
castelli di carta” si chiude la trilogia conosciuta come
Millennium, ispirata ai romanzi di Stieg Larsson, che sul
grande schermo ha esordito con un primo, acclamatissimo episodio
intitolato “Uomini che odiano le donne”, per la regia di Niels Arden
Oplev, seguito dal successivo “La ragazza che giocava con il fuoco”,
diretto da Daniel Alfredson, che firma anche questo terzo e
conclusivo film della serie.
Un terzo episodio dove la protagonista Lisbeth Salander (la
sempre più inquietante, taciturna e brava Noomi Rapace) è
ricoverata in fin di vita nello stesso ospedale che ospita il suo
torturatore, il padre Alexander Zalachenko (Georgi Staykov),
ex spia dell’URSS, poi passato ai servizi segreti svedesi, che può
ricattare perché in possesso di informazioni scottanti, che di fatto
costituiscono una sorta di salvacondotto per gli orrendi crimini
commessi da “Zala” anche in ambito famigliare.
Quindi, su Lisbeth, scampata per un pelo alla morte, si abbatte la
strategia dei servizi deviati, che tramite una falsa perizia
psichiatrica e un processo in corso per il tentato omicidio del padre,
hanno l’obiettivo di farla rinchiudere in un manicomio, insabbiando in
un sol colpo le violenze subite dalla ragazza e i ricatti di Zalachenko.
Ma
il giornalista Mikael Blomqvist (Michael Nyqvist),
direttore della rivista “Millennium”, sempre a fianco di Lisbeth sin dal
primo episodio della serie, tramite il suo giornale e delle indagini
condotte in maniera spesso rocambolesca e furtiva, sarà in grado di
produrre una prova che scagionerà definitivamente la ragazza,
inchiodando al contempo i servizi segreti svedesi alle loro
responsabilità, tramite un’edizione monografica d’inchiesta pubblicata
sul suo periodico.
Una trama, come si è visto, piuttosto intima e macchinosa, che perciò
riduce drasticamente le scene in esterni, dedicandosi perlopiù a
capitoli dedicati alla degenza ospedaliera di Lisbeth e al suo processo.
Il che deprime notevolmente il raggio d’azione dei vari personaggi, che
in tali ristretti ambiti non esprimono più quella vitalità evidenziata
nei primi due film della serie.
Per cui, è solo valutando il complesso dell’intera trilogia di
Millennium che possiamo apprezzare questo terzo e conclusivo capitolo,
il meno plastico dei tre, ma sicuramente quello che va più a fondo
scavando nella complessa e tormentata psicologia dei personaggi.
In rete
Sito italiano del film:
www.lareginadeicastellidicarta-ilfilm.it
Su facebook:
www.facebook.com/lareginadeicastellidicarta
In libreria
I romanzi di Stieg Larsson
“Uomini che odiano le donne”, “La ragazza che giocava con il fuoco” e
“La regina dei castelli di carta” nella traduzione italiana sono tutti
editi da Marsilio.
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