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01/02/2009
“STANZE DEL VIAGGIATORE
VIRALE” di Giovanni Turra Zan
Percorsi seducenti dentro pagine taglienti
recensione di Osvaldo Contenti
Il tema del viaggio,
esterno o interiore che sia, è presente in ogni pagina di questo
affascinate ma insidioso libro di poesie.
Affascinante perché leggendolo agiremo da semi-clandestini, in quanto il
poeta Giovanni Turra Zan non prevede alcun biglietto omaggio o
sconto particolare per i viaggiatori-lettori. Il viaggio, insomma, andrà
meritato e non consumato. E con un posto non accanto al finestrino
panoramico, ma sul predellino della vita, o magari attaccati all’ultima
carrozza di un treno che rasenta il vuoto, il che costituirà l’insidia
di questo tragitto poetico.
Ora, però, non abbiate paura, perché l’autore ogni tanto ci darà una
benevola occhiata, tendendoci la mano proprio quando rischieremo di
perderci o di cadere nel vuoto di cui sopra.
Già, il vuoto. Proprio quello che abbiamo tutto attorno, ma che spesso
non riusciamo a vedere perché coperto ad arte da delle smisurate
concessionarie di auto, da megamanifesti pubblicitari e da hotel a
cinque stelle sontuosi fuori e caduchi dentro.
Un sistema di voluttuose e stratificate paratie per celare il nulla che
regna sovrano, ma che il poeta sa disvelare non solo all’esterno ma
anche all’interno di noi stessi.
E qui inizia il viaggio interiore, fatto di non-parole, di non-emozioni,
di non-rapporti e dell’incoscienza di non saperlo, o di non volerlo
sapere, nella miglior tradizione delle dissimulazioni volontarie,
metafora di un metateatro che ci rappresenta ogni giorno.
In altre parole, il volumetto “STANZE DEL VIAGGIATORE VIRALE”
(pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco
Fabbri) ci presenta la società che ci siamo costruiti a immagine e
somiglianza di un dio che paga con mastercard falsificata, come ben ci
rammenta, raggelandoci, il poeta.
Tutto ciò imbrigliato in una destrutturazione semantica del verso. Anche
“ballabile”, ma col ritmo zoppo di sette ottavi, tipico di certe
indiavolate danze balcaniche. Un ritmo difficile da impostare, ma che
una volta imparato non ci molla più, come una partner ossessiva ma
tremendamente seducente.
In Libreria e on line
Il volume di poesie “STANZE
DEL VIAGGIATORE VIRALE” del poeta Giovanni Turra Zan, con la
prefazione di Luigi Metropoli e le foto di Lisa Castellani,
è pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco
Fabbri.
In
Rete
Sito della casa editrice L’arcolaio:
www.editricelarcolaio.it
Info
e-mail:
info@editricelarcolaio.it
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