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18/04/2009
“BUCARE LA POLVERE” di
Katia Zattoni
Quotidiani messaggi nella bottiglia
recensione di Osvaldo Contenti
“Sto sulla soglia e lascio
/ netti graffi di unghia / sul rosario delle esperienze / che ancora non
vedo arrivare. / Dalle fauci voraci del tempo, / puzza di muffa e grumi
di polvere / dal sapore d’unto ormai secco. / E intanto mi faccio bolla
d’aria / nel mare che s’agita all’intorno”.
La poesia di Katia Zattoni che avete appena letto, intitolata
Sto sulla soglia, è emblematica perché più di altre segnala
l’indirizzo poetico a cui l’autrice aspira di rivolgersi per cercare di
inoltrare una sorta di “messaggi nella bottiglia” (la metaforica “bolla
d’aria” dei versi anzidetti).
Con la peculiarità che tali messaggi non si rivolgono a dei possibili e
improbabili soccorritori, ma ad altri naufraghi della vita quotidiana,
che al pari della poetessa sono come dispersi “nel mare che s’agita
all’intorno”.
Perciò, nel volumetto di poesie “BUCARE LA POLVERE” (pubblicato
dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri),
d’un tratto è lampante scoprire che i destinatari di quelle “missive
poetiche” siamo tutti noi, consci o meno del fatto di esserci smarriti
in un oceano di nonsensi verbali o di “sciattume rinvoltolato”,
come scrive, con molta efficacia espressiva, la poetessa forlivese.
La quale, tramite le sue liriche, non ha certo la presunzione di
indicarci un porto sicuro, dove approdare o ritrovarsi. Ma nondimeno ci
fornisce l’estensione della Babele psicologica dalla quale è doveroso
tentare di uscire, per dare un senso anche ai giorni più sciatti!
Il che comporta una sorta di mal di vivere, dove è difficile praticare
la poesia, “quando compili la realtà per mestiere”, come se il
reagente del poetare non fosse più sufficiente nemmeno a smussare i
“perfetti” meccanismi di una vita regolata, segnata da segnali perpetui
e ferocemente immutabili, da strade sempre uguali, che ad ogni incrocio
sembrano sviarci da ogni possibile sbocco alla verità.
Ammesso che vi sia una verità! Perché è proprio questo il dubbio che la
poetessa ci insinua nella mente. Un dubbio, marcato da schietta
incertezza, che ci vien buttato addosso con nessun riguardo, perché,
semplicemente, la vita non ne ha! E allora, l’unico rifugio, l’unica
certezza, ritrova casa nei rapporti famigliari e amicali, come nelle
Dediche che chiudono il libro.
E lì l’atmosfera finalmente si placa, come dopo un sonno ristoratore,
come dopo una “camomilla nella tazza della sera”. A ricordarci
che, dopo tanto vagare, forse il punto d’arrivo sta proprio nel
ritrovare il punto di partenza, quello degli affetti. L’unica sede certa
in cui il dolore può trovar risposte in un antico e tenero amore.
In Libreria e on line:
Il volume di poesie “BUCARE
LA POLVERE” della poetessa Katia Zattoni, con la prefazione
di Augusto De Molo, la postfazione di Davide Argnani e le
foto di Gianluca Gatta e Massimo Freschi, è pubblicato
dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri.
In
Rete:
Sito della casa editrice L’arcolaio:
www.editricelarcolaio.it
Info:
e-mail:
info@editricelarcolaio.it
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