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21/09/08
“Andreina e l’oro
ucraino” di Mara Oneta
Un romanzo di intrighi e guerra nella Cremona del ‘43
recensione di Osvaldo Contenti
Dopo
l’armistizio diramato l’8 settembre del 1943, l’Italia entra in una
sorta di crisi d’identità nazionale. Perché a partire da quel proclama,
registrato e trasmesso via radio dal maresciallo Pietro Badoglio, che
tutti gli italiani ascoltano o si passano immediatamente di bocca in
bocca, da un momento all’altro i vecchi alleati, i tedeschi, diventano i
nemici da contrastare, mentre le truppe anglo-americane, combattute sino
al giorno precedente, assurgono a nuovi paladini e prossimi liberatori
del nostro paese.
Ed è da questo schizofrenico scenario di partenza, precisamente dal 9
settembre ’43, che prende le mosse il bel romanzo di Mara Oneta
intitolato “Andreina e l’oro ucraino“, coinvolgendoci sin dalle
prime pagine nell’atmosfera di una Cremona conquistata dai
soldati tedeschi, non senza che vi sia stato un disperato tentativo di
resistenza armata da parte dei soldati italiani.
Da ciò, con gran dovizia di particolari, anche topografici, l’autrice
scandaglia minuziosamente la città e i suoi immediati dintorni
raccontandoci, potremmo dire in tempo reale, le vicissitudini quotidiane
di Andreina che, oltretutto, durante una perquisizione delle SS,
riceve di soppiatto un foglio scritto in tedesco che ha tutte le
sembianze della mappa di un tesoro.
Poi tutto si complica tremendamente in quanto Andreina, più o meno
forzatamente, andrà a lavorare per il maggiore della Wehrmacht Klaus
Hagen presso la Kommandantur dei tedeschi. Il che conferisce
ulteriore drammaticità all’intreccio romanzesco, delineando un sottile e
insidioso crinale sul quale la ragazza vive in perenne pericolo, sempre
in bilico tra il lavoro fianco a fianco con gli invasori tedeschi e la
militanza partigiana del fratello Marco.
Ma il clou della tensione, com’è ovvio, arriva allo spasimo quando la
presunta mappa dell’oro ucraino scatena una serie di brame
incontrollabili. Rivalità, odio, contrasti e uccisioni a sangue freddo
squassano il già fragile scenario bellico che aleggia attorno a Cremona,
con una Andreina che a tratti sembra non reggere il peso di tante,
insensate nefandezze.
Un panorama di acutissime implosioni psicologiche in cui l’autrice è
brava a privilegiare e padroneggiare, invece che la macropolitica, il
microcosmo di intime angosce famigliari, di paure miste a fugaci momenti
di gioia, condite dai quei tipici lampi amorosi che una diciassettenne
come Andreina non può non provare anche all’interno di una realtà a dir
poco problematica.
Ed ecco che da parte del lettore scatta in modo naturale, direi
automatico, il moto di riconoscersi nella famiglia di Pierina e
Giuseppe Balestreri, oltre che nella figlia Andreina. Anche
perché l’angoscia e le paure da loro provate fanno parte del patrimonio
comune vissuto da milioni di famiglie italiane, che attraverso i ricordi
di vita vissuta rappresentano l’humus di un’Italia ingannata e tradita,
anche se mai incline a rinunciare al riscatto personale e sociale che
infatti avverrà nel dopoguerra.
Un riscatto, una presa di coscienza dei veri valori dell’esistenza, che
alla conclusione del romanzo ritroveremo, a sorpresa, anche tra le
pieghe di quell’oro ucraino tanto ambito.
Curiosità
L’autrice Mara Oneta ha
scritto una sceneggiatura tratta dal romanzo “Andreina e l’oro
ucraino“ che presto sarà a disposizione dei produttori cinematografici
che ne fossero interessati.
In Libreria
Il romanzo “Andreina e
l’oro ucraino“, edito da Cremonabooks, è in vendita presso le
librerie romane LIBRERIA TERMINI 2 (atrio stazione Tiburtina),
LIBRERIA MINERVA DI ODDI FRANCO (P.zza Fiume, 56/58) e FASTBOOK
( Via di Tor Vergata, 432).
In Rete
Sito dell’editore
Cremonabooks
www.cremonabooks.com
All’interno del sito è in vendita on line un altro romanzo di Mara Oneta
intitolato “La Sagoma del Torrazzo”.
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