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01/04/08
“INTERVIEW” di Steve
Buscemi
Inferni verbali in un interno
recensione di Osvaldo Contenti
Uno Steve Buscemi
in gran forma, sia come regista che come coprotagonista di
Interview, assieme alla convincente e sensuale Sienna Miller,
ci regala un pellicola d’autore indirizzata ai cinefili più esigenti e
avveduti. Grazie ad un plot piuttosto insolito per il gusto americano,
ad una recitazione e a un copione di stampo europeo e a un meccanismo di
riprese multiple che riserva molte, interessanti sorprese.
Il plot, infatti, decisamente fuori dagli schemi hollywoodiani, ci
presenta il giornalista politico Pierre Peders (Steve Buscemi)
costretto a intervistare di malavoglia la superficiale attricetta di
soap opera Katya (Sienna Miller).
Il che produce subito delle scintille di profonda incompatibilità fra i
due. Tanto che al loro primo approccio risulta chiaro a entrambi che
l’intervista non avrà alcun presupposto per andare in porto. Ma
l’imprevisto è dietro l’angolo. Anzi, sulla strada di fronte al locale
dove quella coppia male assortita si è appena incontrata e malamente
lasciata. Perché Pierre, a seguito di un banale incidente, viene
soccorso proprio da Katya, la quale, impietosita, invita il malconcio
giornalista a curarsi e rifugiarsi temporaneamente nel proprio loft
newyorchese.
Pierre
accetta l’invito e da quel momento le scene di interni assumono una
preminenza totale, con dialoghi serrati e taglienti, che però, fra alti
e bassi, prevedono anche un inizio di intime confessioni e di approcci
sessuali, ma scanditi da troppo, feroce antagonismo per risolversi
positivamente.
Ne consegue una battaglia di nervi, di insistite ripicche verbali, di
insanabili provocazioni che alla fine assumono le dinamiche di un vero e
proprio scontro, anche fisico, non più fra Pierre e Katya, ma fra un
uomo e una donna decisi a vincere a tutti i costi un’emblematica
battaglia fra i sessi, in cui ognuno cannibalizza parte
dell’altro e parte di sé, scoprendo il drammatico derma del vero assunto
del film: in una società in cui prevalgono l’effimero e l’esasperata
rivalità professionale, anche i rapporti personali prendono i connotati
di una spettacolare autodistruttività.
Per cui, conclusa l’aspra competizione interpersonale, entrambi i
protagonisti ne escono moralmente dilaniati e fatalmente perdenti.
Pierre si rivelerà un fallito e un frustrato, ma anche Katya svelerà
numerosi volti mostruosi dietro l’apparente, vuota maschera da piccola
star. Così ai due non rimarrà che sfoderare il peggio del proprio
repertorio per annichilire l’avversario, in un finale veramente
sorprendente. A cui si giunge mediante l’innovativo sistema di ripresa
di tre camere digitali contemporanee (una per ogni protagonista e
una terza per entrambi), che non solo riduce i tempi di lavorazione, ma
permette di lavorare sul film quasi in tempo reale. Col risultato di uno
stile narrativo e recitativo teoricamente ininterrotto, che perciò si
propone con esiti più teatrali che cinematografici. Cosa che non può non
riportare alla mente un capolavoro come “Nodo alla gola”, in cui
Hitchcock oltre che maestro del brivido si dimostrò immenso anche
per la capacità di tenerci sulle spine in una vicenda svolta in un
appartamento di pochissimi metri quadri. Buscemi ha cercato di fare
altrettanto, e anche se non ha raggiunto i vertici di Sir Alfred ci è
arrivato davvero molto vicino.
Curiosità
“Interview” è il remake
dell’omonimo film del regista Theo van Gogh, che il 2 novembre 2004
venne ucciso da un fondamentalista religioso a causa di una presunta
offesa all’Islam contenuta nel corto “Submission: Part 1” dello stesso
autore olandese. Il film di Buscemi deve considerarsi la prima parte del
progetto “Triple Theo”; un omaggio al regista prematuramente scomparso
che chiuderà la trilogia con i film “06” e “Blind Date”.
In rete
Interview –
Distribuzione:
www.fandango.it/index.asp
Interview – Il Trailer:
filmup.leonardo.it/trailers/interview.shtml
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