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03/05/06
L’Assessorato alle
Politiche Culturali
della Provincia di Roma
presenta:
“L’INCORONAMENTO DELLA NOVELLA SPOSA”
di
Vittorio Pavoncello
tratto dal dipinto
di Max Ernst “La vestizione della sposa”, 1940
Olio su tela, cm 129, 6 x 96,3 cm - Collezione Peggy Guggenheim
Con il Patrocinio
di:
Ambasciata delle Repubblica Federale di Germania
Ministero Beni e Attività Culturali
Provincia di Roma Assessorato alle Politiche Culturali
Peggy Guggenheim Collection
Goethe - Institut Rom
Istituto Italiano di Studi Germanici
Villa Vigoni – Centro Culturale Italo Tedesco (CO)
Cast:
La Regina: Laura Mercatali
La
voce dello specchio: Federico Pacifici
La voce dell’Ancella:
Raffaella Ponzo
La voce della Guardia: Marco Alberto Maggio
La voce del Re: Emanuela Salucci
Costumi: Adriana Ruvolo Schipa
Musiche: Lucio Gregoretti
Movimenti coreografici: Alessandra Di Segni
Video designer: Davide Mancini
Videoproiezioni: Paolo Mancini
Testo e regia: Vittorio Pavoncello
Roma – Teatro Flaiano (Via S. Stefano del Cacco, 15)
giovedì 18 maggio, ore 20.45
Ufficio Stampa e Organizzazione: Giovanna Pipari cell. 349 6337613
giopipari@hotmail.com
Comunicato stampa
OMAGGIO A MAX ERNST
Giovedì 18 maggio
alle ore 20,45 al Teatro Flaiano l’Assessorato alle Politiche
Culturali della Provincia di Roma presenta lo spettacolo
teatrale “L’incoronamento della novella sposa” scritto e diretto
da Vittorio Pavoncello che ha preso ispirazione dal celebre dipinto “La
vestizione della sposa” del pittore surrealista tedesco Max Ernst (Brühl
1891 - Parigi 1976) di cui quest’ anno ricorre il trentennale di morte.
Interpreti del testo che vuole essere un omaggio a questo importante
anniversario dell’artista sono: Laura Mercatali, unica attrice in scena
nel ruolo della Regina, e le voci di Federico Pacifici, Raffaella Ponzo,
Marco Alberto Maggio ed Emanuela Salucci.
Costumi a cura di Adriana Ruvolo Schipa, musiche di Lucio Gregoretti,
movimenti coreografici di Alessandra Di Segni, video designer Davide
Mancini e videoproiezioni di Paolo Mancini.
Lo spettacolo è inserito nella programmazione del Festival di Primavera
della Provincia di Roma.
Note di regia
Se dovessi dire qual è l’argomento di fondo della piéce che ho scritto,
ispirata dal dipinto di Ernst, direi che ci sono due sfondi che si
sovrappongo quello della sessualità e quello del potere.
La sessualità, come canale della riproduzione sessuata rappresentata
dalla Regina rispetto ad una procreazione asessuata qual è quella che il
Re vuole impiantare, partendo da se stesso.
La nostra società si avvia sempre di più verso forme di riproduzione,
attraverso la scienza e la tecnologia che coinvolgono sempre di meno la
sessualità, come momento di relazione tra partner, modificando anche
tutto ciò che era stato la seduzione che ineriva alla riproduzione.
Direi facendo della seduzione una tecnica del passato. E questo
significa anche un ribaltamento dei sistemi affettivi. Direi quasi un
abbandono di questi mentre forse altri andranno a sostituirli.
L’altro sfondo invece è il potere, perché le nuove regole della
procreazione mettono in gioco rapporti di forza per renderle operanti
nella società. Ecco, allora, che il dissidio amoroso, affettivo,
sessuale tra Regina e Re diviene un rapporto di forza tra i sessi. Ed un
rapporto di potere tout court per affermare una propria politica di
riproduzione.
Partendo cosi dal dipinto di Max Ernst, creato nel 1940 e mediante la
mia libera trasposizione letteraria e teatrale d’oggi si arriva a
trattare un tema che nel futuro sarà sempre più attuale come lo è già,
quale il corpo, l’etica e il diritto della persona.
Vittorio Pavoncello
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Immagini autorizzate dall'Ufficio Stampa Giovanna Pipari |
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