07/02/05
DICIOTTO NONI
Martedì
8 Febbraio alle ore 11,30 presso la Libreria del Cinema,
via dei Fienaroli 31/d (Trastevere) e' stato presentato dall’editore
Giorgio Mastrostefano, dall’ideatore e curatore Eugenio Màsciari e dal
moderatore del dibattito nonché collaboratore della rivista Alessandro
Loppi, il numero uno di “18:9
diciottononi”,
bimestrale bilingue di cinema (italiano/inglese). E' una rivista diversa
nella forma e nei contenuti, che vuole raccontare il mondo del cinema
con un approccio originale: in ogni numero, infatti, verrà affrontato un
tema specifico che andrà al di là del rigido recinto dei
generi cinematografici, affondando la penna in quelle notizie magari
solo accennate dai media, per vedere come invece le abbiano affrontate i
grandi maestri del cinema.
Il
genere, si sa, è una definizione spesso arbitraria; viceversa,
studiare il cinema attraverso un tema, diventa strumento di (ri)evocazione,
di approfondimento, di esplorazione. Al lettore è chiesto solamente di
giocare con la propria memoria cinematografica e di lasciarsi andare con
voluttà nei meandri di immagini e testimonianze proposti dai personaggi
intervistati. Anche mostrandogli come quest'arte interagisca nel
quotidiano, seguendo l'insegnamento di pittori come Caravaggio (quasi
antesignano del cinema), con la sua straordinaria e rivoluzionaria luce
e il suo essere personaggio contro anche nella vita pubblica
dell'epoca. Anche per questo motivo, la rivista si avvale di numerose
immagini tratte dalla storia della pittura e legate al tema
proposto.
Il tema trattato nel numero zero è stato "La decapitazione".
Se il titolo poteva ricordare chissà quale provocazione, già la prima
intervista vedeva come protagonista Vittorio Storaro che ci introduceva
nel simbolico mondo violento di Apocalypse now. E gli altri
articoli non erano da meno: attori, registi, produttori, psicanalisti e
critici hanno indicato un naturale fil rouge attraverso cui il
lettore poteva ritrovare titoli, citazioni e significati altrimenti
dispersi nella sua memoria cinematografica.
Il
primo numero uscirà a giorni e verrà illustrato nel corso della
presentazione. "La famiglia assassina" è un tema forte, curioso,
che coinvolge anche la memoria più nascosta di ognuno di noi. Se poi si
pensa che un assassinio su due non viene commesso dalla criminalità
organizzata, ma tra le pareti domestiche... A tal proposito, “18:9
diciottononi”
ha intervistato Mario Monicelli,
Marco Bellocchio, Carlo Lizzani, Furio Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico,
Giuliano Montaldo, Vittorio Storaro e numerose altre personalità che in
tempi e modi diversi hanno saputo raccontare attraverso il loro lavoro e
la celluloide i mille sentimenti che si celano dietro un argomento così
complesso. L'ideatore di “18:9
diciottononi”,
Eugenio Màsciari, ha così intitolato la rivista grazie al suggerimento
di Vittorio Storaro che con il suo progetto Univisium, l'unificazione
dell'immagine, ha indicato nel 18:9 il formato cinematografico ottimale:
un rapporto di 1:2 che usufruisca di tutta l'area di perforazione della
pellicola, riducendone oltretutto il consumo di un quarto. E Vittorio
Storaro si è a sua volta ispirato a questa proporzione osservando "Il
cenacolo" di Leonardo da Vinci: 1:2, la "divina proporzione".
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