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14/06/04Mantienimi! Aiutami a preservare la mia moralità Biblioteca Umoristica
Mondadori Prefazione di Gianluca
Neri
Vi ho visti lì dietro -
cosa credete? - travisare e trarre conclusioni affrettate, degenerati
monomaniaci che non siete altro.
Noto anche che qualcuno di
voi si è offeso. Vorrei in qualche modo tranquillizzarvi: sono cose che
succedono quando, avendo la necessità di rivolgersi a tutti, si
generalizza.
Dovrebbe rassicurarvi
definitivamente, inoltre, il fatto che un libro come questo, stampato da
un editore serio, non può assolutamente permettersi di insultare il
lettore.
Chiarito ciò, è pacifico
che invece mi stia riferendo in modo chiaro e più che palese a te,
proprio a te che sei arrivato a leggere fin qui e hai acquistato il
libro perché c’era una gnocca in copertina. Tra non molto ti lamenterai
per la mancanza di figure, perché non trovi il poster centrale
ripiegabile e perché centonovanta pagine sono troppe per uno che al
massimo è arrivato alla dodicesima dell’ultimo calendario di Max.
Per inciso, potreste
anche ritrovarvi tra quei lettori che se la prenderanno a male perché
nel libro c’è poca suspence, poco sangue e, alla fine, non muore
nessuno. A voi, che già alla fine del terzo capitolo andrete sostenendo
in giro che l’intrigo è poco chiaro e manca il movente, va solo
ricordato che questa si chiama Selvaggia: Carlo era nello scaffale a
fianco, idioti.
Non per niente si racconta
che, al cospetto della Lucarelli, un calciatore abbia invano tentato di
stabilire un contatto utilizzando la sequenza di cinque note di
“Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Quando poi gli è stato chiesto di
elencare le cinque cose che più l’avevano colpito di Selvaggia, è
riuscito a citare solo
La Lucarelli, invece,
dispone di più risorse di quante ne abbiano Eta Beta nelle mutande o
Rocco Siffredi in qualità di improvvisatore. E viceversa, ovviamente.
A 29 anni è già attrice,
autrice teatrale, modella, scrittrice, opinionista, giornalista,
bersaglio di Novella 2000.
La sua ascesa inizia,
inevitabilmente, con una foto che la ritrae nuda. Anticipando di qualche
ora Alessia Merz, si fa immortalare dall’obiettivo all’età di due
giorni, mentre posa indossando il solo braccialetto della nursery.
Gianni Boncompagni la nota e la convoca per un provino, ma alla fine le
preferisce una pimpante e smaliziata ecografia.
Ventisette compleanni
dopo, un amico le regala un sito internet (in gergo si chiama “blog”:
da oggi in poi, quando sentirete pronunciare questa parola, potrete
atteggiarvi facendo finta di aver capito) che lei utilizza per
raccontare le sfighe di un’attrice alle prime armi e alle prese con
l’inquietante ambiente dello spettacolo. Cose tipo: non aver avuto
l’occasione di conoscere Fellini. E non essere stata altrettanto
fortunata quando si è trattato di Tinto Brass.
Un giorno, il colpo di
genio: al grido “Non diventerò una cazzara!”, pubblica una lista
di cose che promette di non fare se e quando diventerà famosa.
Nell’elenco figurano, tra le altre, le voci: non pronunciare mai la
frase “non voglio un uomo bello, l’importante è che mi faccia ridere”;
non fidanzarsi con un calciatore; non flirtare con Flavio Briatore; non
procurarsi il colpo della strega saltando l’asta da Costanzo.
E’ un vero e proprio
“Contratto con gli Italiani” che i lettori di Selvaggia accolgono con
molto più rigore di quanto ne abbiano riservato a quello firmato da
Silvio Berlusconi nel salotto di Vespa, facendole pesare ogni minimo
sgarro. Lo stesso Berlusconi, alla fine, dimostrerà in modo
inequivocabile di aver preso con maggiore serietà il contratto
sottoscritto dalla Lucarelli che il proprio.
La storia finisce con
Selvaggia che ha successo per davvero. Gli articoli che appaiono sul suo
sito fanno tre volte il giro di internet, manco fossero catene di Sant’Antonio,
diffusi via e-mail dai sempre più numerosi fans. A volte il giro è
talmente lungo che il nome dell’autrice si perde per strada. Succede,
quindi, che la Lucarelli stessa se li veda rispedire da premurosi
ammiratori preoccupati di segnalarle una possibile concorrente e che,
ormai preda del delirio di onnipotenza, lei commenti malevola:
“Gajarda, ‘sta stronza!”.
Poi sono arrivate le
rubriche fisse sui mensili e sui quotidiani; poi la televisione; poi il
raduno dei presunti fidanzati che si tiene ogni anno allo Stadio
Olimpico, con agibilità del campo; infine questo libro.
Selvaggia sostiene di non
avere idea di come tutto ciò possa essere successo. Le frange armate
dell’estremismo maschilista spiegano la sua ascesa sostenendo che, alla
pari delle cause della glaciazione e dell’ermafroditismo delle rane, una
donna capace di autoironia sia un fenomeno degno dell’attenzione di
Piero Angela, se non come conduttore del “Mondo di Quark”, almeno in
quanto presidente del Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul Paranormale.
Una come
Non ci serve Selvaggia,
insomma, per avere la conferma che al mondo non scarseggino donne
autoironiche, con tutte quelle che alla fine ci scelgono. Gianluca Neri - Macchianera.net Selvaggia Lucarelli GALLERY!!!
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start: 27 agosto 2006 |