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“Un furfante, due
cretini e il Conte Zio”, al Teatro delle Muse di Roma fino al 25 aprile
Misteri, colpi di scena a
ripetizione e tanto umorismo caratterizzano il giallo-comico intitolato
“Un furfante, due cretini e il Conte Zio”, scritto da Carlo
Giustini e da Claudio Natili e diretto da quest’ultimo. Il
quale, nel suo vasto curriculum artistico può vantare, tra le altre, la
scrittura di testi per il Puff, il famoso Teatro Cabaret di Lando
Fiorini, e quelli riservati ad interpreti del calibro di Lino Banfi,
Enrico Montesano e Martufello. Nella commedia in scena al Teatro
delle Muse di Roma, l’autore muove un nutrito cast di attori (se ne
contano addirittura 15!) immergendoli nelle cupe atmosfere di un maniero
dei primi del Novecento. Dove un nobile, il Conte Zio (Silvano
Antenucci), decide di convocare la larga cerchia dei nipoti
ospitandoli nella propria magione onde scegliere, in un paio di giorni,
chi tra loro sarà più degno di ricevere la sua intera eredità. Tutto ciò
scatenerà, com’è ovvio attendersi, un’accesa rivalità tra i parenti. Ma
che sarà nulla al confronto dell’ira mostrata dal furfante mascherato,
autonominatosi Belfagor, che ingaggiando due ladruncoli,
in verità alquanto cretini, Mario (Claudio Natili)
e Orazio (Pascal Dell’Anno), getterà scompiglio nel
palazzo del Conte con le sue paurose apparizioni e i rapimenti che ne
seguiranno al fine di rimanere l’unico erede. Come se non bastasse, tra
sparizioni, temporali notturni, armadi che celano corpi e un viavai tra
passaggi segreti, il fantasma della Contessa Elena (Antonella
Romeo) e il consorte, con tanto in armatura, Aureliano Colonna
(Rino D’Aniello), aumenteranno l’alone di mistero che aleggia
all’interno della casa. Anche grazie all’inquietante presenza dei
domestici Santo Campo (Marcello Galletti) e
Cipressa (Rossella Carducci), che facendo fede ai loro
nomi alimenteranno la tensione della vicenda anche che con il solo loro
apparire.
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start: 27 agosto 2006 |