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25/02/04
Cometa
Off
Via Luca della Robbia, 47 [ Testaccio
] - Tel. e Fax: 06 57284637
In scena dal 24 febbraio al 7
marzo
LE CINQUE ROSE
DI JENNIFER
di Annibale Ruccello
con Luca Lionello e Luca De Bei
Scene di
Clelio Alfinito
Costumi di Albina Fabi (su originali di Magda Bava)
Musiche originali di Carlo De Nonno
Voci radiofoniche: Gianmarco Tognazzi, Vera Gemma,
Rita Montes, Enzo Piccolo, Vanessa
Compagnucci
Regia
di Enrico Maria Lamanna
Torna in scena lo spettacolo “cult” Le cinque rose di
Jennifer, testo fra i più rappresentativi del drammaturgo partenopeo
Annibale Ruccello. A poco più di venti anni dalla sua stesura
il regista Enrico Maria Lamanna torna ad affrontare (dopo i
consensi unanimi al Festival di Todi nel ’94 ) il testo di un autore che più
di ogni altro è presente nella sua carriera registica, esponente sicuramente
originale e significativo della cosiddetta “nuova drammaturgia napoletana”
prematuramente scomparso in un incidente stradale nell’86.
In scena, ora come allora due bravissimi attori:
Luca Lionello e
Luca De Bei per raccontarci uno spaccato di solitudine, un
mondo, quello napoletano dei travestiti dove ”…Dio c’ha criate e se n’è
scurdato!” o dove “…l’atroce solitudine…questo deserto che è ormai la nostra
esistenza…”, sono le amare riflessioni di chi vive l’angoscia, la disperazione
della propria esistenza, l’illusione dei propri sogni. Il tutto vissuto,
ambientato a casa di Jennifer (Luca Lionello) in un
quartiere della periferia di Napoli dove si aggira un assassino che uccide
sparando ai travestiti e lasciando poi delle rose rosse sui loro corpi. Le
vittime aumentano come informa la speaker di “Radio Enola Gay” fra una canzone
di Mina e una dedica, fra un continuo inutile, illusorio squillare di telefono
fino alla visita di Anna (Luca De Bei)… Emozioni,
sentimenti, angoscia, paura si fondono in questa commedia “noir” che ha
l’andatura di un giallo, ti lascia col fiato sospeso fino in fondo, ti
coinvolge con le sue musiche trascinanti, ti avvolge con la poesia delle sue
atmosfere, ti sconvolge per la sua verità, quella data da una scrittura che
non parla di Napoli ma semplicemente è Napoli.
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