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12/06/03
Il restauro di “Una giornata
particolare” di Ettore Scola
Un capolavoro recuperato
di Osvaldo Contenti *
L’Associazione Philip Morris
Progetto Cinema, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche
Culturali del Comune di Roma, ha promosso il restauro di uno dei piu' importanti
capolavori del cinema italiano: “Una giornata particolare” (1977) di
Ettore Scola, tra i cui interpreti spiccano i nomi di Sophia Loren
e Marcello Mastroianni. L’illustrazione del restauro e il ricordo del
film si sono svolti in un’affollata conferenza stampa indetta nella sala della
Protomoteca al Campidoglio, alla presenza e con gli interventi del Sindaco di
Roma Walter Veltroni e dell’assessore alle Politiche Culturali
Gianni Borgna. Accanto a loro, oltre all’autore del film, Giuseppe
Rotunno (Direttore del restauro), Maurizio Costanzo (che collaborò
alla sceneggiatura del film con Ruggero Maccari ed Ettore Scola), i critici
Tullio Kezich e Alessandra Levantesi (autori del volume che
accompagna l’opera restaurata), Alessandra Giusti (Responsabile
Esecutivo della P. M. Progetto Cinema) e la sempre splendida Sophia Loren,
bersagliata dai flash dei fotoreporter, in un incontro che ha riportato, per
incanto, un tonificante soffio di Dolce Vita in una caldissima giornata
romana.
Il
Sindaco Veltroni, aprendo l’incontro, ha esordito tessendo le lodi del
film definendolo un capolavoro; un film capace come pochi di estrapolare
dal piccolo quotidiano della casalinga Antonietta (Sophia Loren),
fanatica del duce, e del radio-annunciatore Gabriele (Marcello
Mastroianni), destinato al confino perché gay, alcune vicende-simbolo
della degradata e avvilente realtà del fascismo. A seguire, l’assessore
Gianni Borgna ha osservato come nel film di Scola l’aspetto privato e
quello sociale, una volta ritenuti corpi a sé, riescano invece a
fondersi in un’unica pagina di Storia, partendo da un dettaglio
intimista per svilupparsi in un quadro collettivo. Alessandra Giusti, ha
quindi ricordato che l’attuale restauro è il 26esimo, in ordine di
tempo, in un complesso di 14 lungometraggi e 12 corti d’autore promossi
dall’Associazione Philip Morris Progetto Cinema sin dal 1991,
annunciando che per il 2004 l’Associazione sta valutando la possibilità
di far restaurare “Cronaca di un amore” di Michelangelo
Antonioni.
Riguardo
al recupero della pellicola, ad Ettore Scola ho chiesto se e in
quale modo avesse collaborato con Rotunno al restauro del film. «Con
Rotunno non è possibile non collaborare» ha risposto Scola accennando un
sorriso «La sua passione è tale da coinvolgere tutti gli altri. Quindi,
ho seguito molte delle fasi del lavoro di restauro. Un lavoro
particolarmente difficile, perché già nel ’77, quando girammo, c’erano
stati degli accorgimenti anticolore. Cioè, ogni colore aveva una sua
matrice, quindi se non si voleva il colore bastava abolire una data
matrice. Il fatto è che queste matrici non esistono più, quindi si è
dovuto accoppiare colore e bianco e nero dosando quest’ultimo fino al
70, 80, 90 % per desaturare la copia colore ed ottenere il risultato
desiderato». Terminata la conferenza stampa, ho avvicinato Sophia
Loren per avere un suo ricordo sul personaggio di Antonietta e
l’attrice mi ha confessato: «Mi sono trovata molto bene nel personaggio
di Antonietta. Ciononostante, al tempo, passavo delle notti insonni
perché mi stavo cimentando in un personaggio che non ero abituata a
fare. Ma poi, ho capito che con quel personaggio Ettore Scola aveva
compreso quali fossero le mie aspirazioni in fatto di recitazione e con
il suo aiuto, da quel momento, tutto andò per il meglio».
Chiudendo
il resoconto di questa emozionante giornata particolare vissuta
al Campidoglio, non voglio mancare di osservare che il film di Scola ha
i crismi del vero capolavoro, non solo per una solida sceneggiatura
esistente a monte (giocata in due piccoli appartamenti ed una terrazza)
e per le grandissime interpretazioni degli attori principali, ma anche
per il geniale e costante sottofondo radiofonico del commento
all’adunata del 6 Maggio 1938 (giorno dell’arrivo di Hitler a Roma), che
suona come ossessiva condanna di ogni libertà, dalla più piccola alla
più grande. Ciò racchiude in sé anche un implicito monito rivolto
all’attualità, verso chi tenta, stoltamente, di egemonizzare il campo
dei media, in un piano destinato a fallire per merito di tante
Antonietta e tanti Gabriele pronti ad incontrarsi inesorabilmente e
all’infinito.
* Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini
del volume “Chat room Roberto Rossellini”, Luca Sossella editore, 160
pagine, € 15
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