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04/10/03
“PRENDIMI e portami
via”di Tonino Zangardi
Con una straordinaria Valeria Golino
di Osvaldo Contenti
Tre
storie, incidentalmente ambientate nella periferia romana, perché
rappresentative di qualsiasi periferia di ogni altra città, ci
scaraventano nella cruda realtà delle situazioni marginali.
In situazioni vere, o quantomeno verosimili, che comunque ci sentiamo
addosso. La prima, che fa da collante alle altre, è il tenero amore tra
due bambini, Romana (Romina Hadzovic) e Giampiero (Noah
Scialom), compagni di scuola ma divisi, quasi a loro insaputa, da
cultura e classe sociale in quanto lei è una zingara rom.
Al loro amore, andranno ad inanellarsi le squallide vicende di una parte
del quartiere che mal sopporta la vicinanza con gli zingari: la paura, l’ignoranza e un sottofondo di
razzismo scateneranno gli istinti peggiori contro la comunità dei
nomadi.
Tra
i genitori di Giampiero, Luciana (Valeria
Golino) e Alfredo (Rodolfo Laganà), invece, terza storia, il
rapporto del figlio con la piccola zingara sarà solo la causa apparente
dello scoppio di una crisi tra loro. Una rottura dettata invece dalle
aspirazioni di Luciana, che tenta di affermarsi come pittrice ed
emanciparsi come donna, nei confronti di Alfredo che pare non vedere più
in là del suo mestiere di fruttivendolo.
Ed è molto bravo Tonino Zangardi a mantenere saldo l’intreccio,
non facile, tra situazioni di amore puro, conflitti sociali e diaspore
esistenziali, che altri autori affronterebbero solo monotematicamente
per la loro oggettiva complessità.
Inoltre, Zangardi tiene unito il film senza indulgere ad un minimo di
retorica, per giunta con lampi illustrativi davvero alti e poetici.
L’unico appunto che sentiamo di esprimergli, proprio perché apprezziamo
molto questa sua pellicola, è quello di non aver mai approfondito, se
non con brevissime danze e canti, la cultura rom. Di non aver esaltato
almeno una caratteristica della loro tradizione plurisecolare.
Nella conferenza stampa del film, infatti, gli attori hanno palesato
non poco questo carente feeling con il gruppo dei rom. Tranne
Valeria
Golino, davvero da applausi nel film, ma molto sensibile anche nel
backstage, in quanto riferendosi agli zingari ha notato che: «Loro si
vestono anche in modo da essere subito riconoscibili da noi.
Perché
hanno percepito che c’è un’iconografia nella nostra fascinazione per gli
zingari
Quindi – ha concluso l’attrice – per me loro si “rappresentano” con noi,
almeno questa è stata la mia sensazione». Un’osservazione molto acuta
sulla quale si può riflettere a lungo, magari vedendo proprio in questa
chiave l’ottimo film di Zangardi.
* Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini
del volume “Chat room Roberto Rossellini”, Luca Sossella editore, p.
160, euro 15
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