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11/11/03
“Queste pazze donne”, regia di Roberto Marafante.
Con Marina Giulia Cavalli, Mita Medici e Stefania Spugnini.
Teatro dè Servi di Roma fino al 7 Dicembre 2003.
di Luca Cirillo in esclusiva per “Palcoscenico”
grazie a Carla Fabi e Barbara Ghinfanti.
Dopo il
grosso successo ottenuto in Austria e Germania, arriva anche in Italia
la commedia scritta dal giovane Gabriel Barylli, "Queste pazze donne"
(traduzione italiana di Daniela Scarlatti e Claudia Tomio per la regia
di Roberto Marafante) in scena al Teatro De' Servi di Roma fino al 7
Dicembre.
Tre
amiche, costrette a passare insieme la notte di Natale e quella di
Capodanno, analizzano più o meno involontariamente il caos sentimentale
delle loro vite, tra illusioni, speranze e inaspettati “regali di
Natale”…
Gli uomini
gravitano intorno alle nostre protagoniste senza (quasi) mai apparire
sulla scena, lasciando spazio assoluto alla loro divertente, sfrenata e
umorale energia.
Le
interpreti delineano con intelligenza le differenze dei 3 personaggi:
Linda (una
prorompente Marina
Giulia Cavalli), esuberante e narcisa, è circondata da uomini
interessati solo "ad una cosa" e vive in modo superficiale.
Cristina
(la simpatica Stefania Spugnini) è impacciata e sognatrice, ma al tempo
stesso la più razionale delle tre.
Barbara
(la veterana Mita Medici) è la più arrabbiata...ha creduto nell'amore,
nella fedeltà e nel proprio marito... fino a quando non ha scoperto i
suoi ripetuti tradimenti!
Tutte e
tre hanno qualcosa da recriminare... delusioni... sogni irrealizzati... cosa
fare allora?
La
soluzione più semplice sarebbe lasciare alle spalle gli "errori/uomini"
passati e guardare speranzose al futuro, fino a quando una realtà
inaspettata (un bebè in arrivo) farà visita ad una di loro... riportandole
con i piedi per terra.
Una
commedia gradevole, spiritosa al punto giusto e garbatamente erotica,
interpretata con piglio elegante e provocante dalle tre protagoniste (la
Cavalli e la Medici, sono insieme anche nel cast di "Un posto al sole").
Dedicata alle donne, per
poter ridere delle proprie "manìe" e illusioni e agli uomini nel
tentativo (vano?) di aiutarli a fare chiarezza nel misterioso e contorto
animo femminile...
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