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Palcoscenico : Il Portale sullo Spettacolo : Argomenti

Clicca per ingrandire13/04/03

”PARLAMI D’AMORE”
L’attesissimo esordio alla regia di Sophie Marceau!

di Osvaldo Contenti

PARLAMI D’AMORE (titolo che rispetta quello originale, cioè: PARLEZ-MOI D’AMOUR), è il primo lungometraggio per la regia di Sophie Marceau, che ricordiamo splendida interprete in Anna Karenina di Bernard Rose. L’attrice francese, divenuta famosa con l’arcinoto IL TEMPO DELLE MELE di Claude Pinoteau del lontano 1980, approda quindi alla regia di un lungometraggio dopo un navigata esperienza attoriale ed un primissimo battesimo d’autrice (questo, noto solo ai cinefili doc), messo in atto con il cortometraggio L’AUBE A L’ENVERS del 1995. Anche se, per la stessa Sophie, quella attuale è da considerarsi la sua effettiva opera prima. Il film, che sarà nelle sale italiane dal 16 Aprile 2003, narra la storia di una coppia di coniugi in crisi che, stancamente, porta avanti un ménage ormai deteriorato. Questo, fino a che la protagonista femminile, Justine, ottimamente interpretata da Judith Godrèch, decide di dire no a quel vagare senza scopo nel progressivo disfacimento del rapporto matrimoniale, ricercando nella separazione dal marito Richard (un bravissimo Niels Arestrup) il contatto con se stessa e le proprie ragioni di vita. Tutto ciò viene a risolversi in una sorta di diario dalle atmosfere quasi impalpabili, con tratti di felici memorie che affiorano appena, per poi scomparire, nel mare delle incomprensioni. Un ritratto dolente di anime perse, insomma, colte nell’inazione, nell’impossibilità di ritrovarsi. Justine, con la separazione, pare potersi ricostruire, ma, per dirla con Jean-Paul Sartre de Il muro, le “…sembrava d’essere una nuvola capricciosa e fugace, sempre la stessa e sempre diversa, sempre nell’atto di dissolvere nell’aria i suoi contorni”. E la pellicola è proprio come nella parole di Sartre: reale ma evanescente, senza colpi di scena, senza soluzioni definitive, come spesso è la vita di tutti giorni. Sophie Marceau, di un’abbagliante bellezza, che abbiamo incontrato in conferenza stampa, è cosciente di tutto questo e anzi difende tale impostazione, asserendo che il suo film: «Non vuol essere diverso dalla vita, proprio perché la racconta». Poi, quando le chiediamo -  perché l’abbiamo fortemente avvertito - fino a che punto il suo film sia autobiografico, risponde: «Posso dire che è molto autobiografico! E’ molto specifico, e allo stesso tempo il suo linguaggio è universale, perché io presento una coppia che è molto particolare, ma che allo stesso tempo rappresenta l’universo intero». Comunque, la sensibilità dell’opera della Marceau non è rivolta ai soli personaggi adulti, perché il film, anzi, analizza e riporta con molta attenzione anche il comportamento di tre bambini, i figli di Justine e Richard. La loro valenza, in seno alla storia, assume una veste di assoluta importanza che la stessa autrice spiega così: «Ho scelto tre bambini, ma forse avrei avuto bisogno di metterne di più. Perché qualsiasi separazione costituisce un trauma diverso per ogni un bambino. E per esprimere tutti i drammi, tutti i dolori, tutti i sentimenti che un bambino prova di fronte alla rottura fra i genitori, ho voluto scegliere il piccolino che con i suoi pianti già è triste per quanto avviene attorno a lui, poi quello di età media che vede i genitori litigare e cerca di capire quello che gli succede attorno, e infine il più grande che cerca quasi di essere il confidente della mamma. Tutte queste sfumature, questi sentimenti, non riuscivo a farli esprimere ad un unico bambino, per questo ne ho impiegati tre». Qual è, dunque, la chiave di lettura del film? Di solito questa conclusione viene lasciata all’estensore della critica, salvo che non si ascolti una Sophie Marceau, convinta nell’asserire: «Credo che la vita sia una lunga psicoanalisi su se stessi», che a nostro avviso è la migliore e più sincera  autoanalisi del film. 

Osvaldo Contenti
e-mail:
osvacon@hotmail.com
sito personale:
utenti.lycos.it/osvaldocontenti/index.html


(Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume “Chat room Roberto Rossellini”, Luca Sossella editore, pag. 160 – 15 euro)
 

CAST TECNICO E ARTISTICO

CREDITS


Regia / sceneggiatura SOPHIE MARCEAU
Produttore ALAIN SARDE
Produttore esecutivo CHRISTINE GOZLAN
Direttore della fotografia EMMANUEL MACHUEL
Musiche ÉRIC NEVEUX
Montaggio
CLAUDINE MERLIN

Scenografie YVES FOURNIER
Costumi
NATHALIE RAOUL


CAST


Justine   JUDITH GODRÈCHE
Richard NIELS ARESTRUP
Amélie    ANNE LE NY
Madre di Justine LAURENCE FEVRIER
Padre di Justine
JEAN-MARIE FRIN

William AURÉLIEN WIIK
Hubert   
DANIEL ISOPPO

Joséè CHRISTELLE TUAL
Christine CHANTAL BANLIER
Carole    
ISABELLE OLIVE


Durata 98’

PRODUZIONE


Canal + (fr)
Ciné Valse (fr)

Les Film Alain Sarde (fr)


DISTRIBUZIONE


MINERVA PICTURES GROUP

Immagini autorizzate dall'Ufficio Stampa

 

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start: 27 agosto 2006