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05/03/03
esse&bi distribuzione e Paisà presentano:
“L’OSPITE SEGRETO”
una storia che si svolge in qualunque paese del mondo…
un film di Paolo Modugno
prodotto da Veronica Salvi per la esse&bi cinematografica
con
Corso Salani, Romina Mondello, Ludgero Fortes Dos Santos, Spiros Focas, Gigi
Angelillo, e la partecipazione di Ben Gazzara
canzoni originali di Sarah Dietrich / Mark Hanna
Sinossi
Cinque musicisti entrano in un luogo circondato da filo spinato, osservati
dallo sguardo curioso di uomini donne e bambini di tutte le razze che abitano
provvisoriamente lì. Questo è il preludio alla storia di Hadì, un giovane uomo
di colore in fuga dal suo Paese del Terzo o Quarto mondo e di Emanuele Lari
Alliano, un giovane capitano della Marina Militare di un paese del Primo
mondo. Seguiamo Hadì che cerca di sopravvivere e di raccogliere il denaro
sufficiente a imbarcarsi per fuggire al di là del mare, mentre viene
sottoposto ad angherie, soprusi e violenze di ogni tipo, che lo costringono a
tuffarsi nelle luride acque del porto per raggiungere sfinito, dopo una
nuotata notturna di due miglia, una nave alla fonda sulla quale si trova
Alliano. Alliano, motivato da un antico trauma, lo nasconde irresponsabilmente
nella sua cabina. E qui ha inizio il confronto tra due uomini profondamente
diversi per cultura, età, etnia e, con il confronto, il travaso di esperienze
e di sentimenti. Hadì riuscirà a infondere ad Alliano il coraggio necessario a
superare problemi umani e professionali, regalandogli la sua gioia di vivere e
di danzare, il suo amore naturale e ancestrale per la musica. L’incontro tra i
due è punteggiato dalle canzoni eseguite dai musicisti su un palco costruito
all’interno del campo di prima accoglienza dei profughi (era quello il luogo
nel quale si dirigevano i musicisti). Hadì, per non compromettere oltre la
carriera di Alliano, si getta in acqua all’alba, quando la nave si trova a
pochissime miglia dalla costa del paese del primo mondo nel quale cercava
libertà e giustizia, oltre alla possibilità di espressione delle sue
potenzialità. Ma anche in questo paese, il giovane di colore si trova a subire
le stesse violenze e gli stessi soprusi. Alla fine viene arrestato e riportato
nel Paese dal quale proveniva perché accusato di aver ucciso il poliziotto
corrotto che aveva accettato il denaro e non lo aveva fatto imbarcare su una
carretta del mare. Qui si scoprirà la sua innocenza; verrà di nuovo imbarcato
per essere rimpatriato nel suo Paese, e di nuovo si getterà in mare per
cercare il suo avvenire. Nella scena finale del film, durante il concerto che
i musicisti stanno tenendo nel campo profughi, Alliano e Hadì si incontrano di
nuovo, e vengono travolti insieme a tutti gli ospiti del campo, in una danza
liberatoria.
Relazione della regia
La nostra epoca verrà ricordata come quella delle grandi migrazioni dei
popoli, fin dai milioni di italiani che hanno avuto fortuna lontano dalla loro
terra , dalle loro origini culturali e linguistiche, fino alle incredibili
migrazioni odierne di milioni di esseri umani, che sfidano quotidianamente la
morte per cercare libertà e benessere. In attesa che un giorno le culture
diverse riescano a convivere, mantenendo la loro originalità , come il
”melting pot” statunitense, è compito di uno strumento di formazione come il
cinema, raccontare le tragedie e l’impatto culturale con la diversità.
L’originalità di questa sceneggiatura è che i due protagonisti sono ambedue
“diversi” (senza connotazioni sessuali): sono due creature umane che mal si
inseriscono nel contesto in cui si trovano, ma il primo a dare un senso
originale alla diversità è proprio il cittadino in fuga dal suo Paese a
contatto con l’alienazione intellettuale del comandante. È un’angolazione
narrativa originale e ha il pregio di raccontare in una tessitura inconsueta,
la tragedia culturale, psicologica e anche fisica dell’inserimento. L’elemento
quasi favolistico del rapporto tra i due protagonisti in un contesto legato
alla cronaca, permette uno sviluppo originale della vicenda. La diversità è un
dono, è un arricchimento. Per molti è una bestemmia, per alcuni è una favola.
E se fosse più semplicemente realtà ?
Nel rendere per immagini la sceneggiatura dell’”Ospite segreto” è necessario
puntare, sia dal punto di vista della MDP, che sul piano della recitazione
degli attori, sui due binari narrativi protagonisti della scrittura: da una
parte abbiamo la realtà cruda di un paese ai confini del Primo Mondo, dove
convergono emarginati, poveri ed esclusi dal Terzo e Quarto Mondo, dall’altro
abbiamo l’apparentemente tranquilla “isola” della nave governata da precise
regole e comportamenti. Ma se da una parte c’è un clandestino fuggiasco colto
e improbabile (almeno secondo l’iconografia classica degli extracomunitari),
dall’altra parte c’è un comandante anch’esso improbabile, secondo le
tradizionali iconografie. Le due storie si congiungono nella seconda parte,
dove la storia ritrova una dimensione propriamente conradiana.
C’è da evidenziare, quindi, nella realizzazione, un tratto realistico e
documentario del mondo dell’emigrazione, marcato a forti contrasti di tinte e
di colori… tinte e colori presi a prestito dal mercato orientale.
Colori in contrasto, che non si fondono mai, come le lingue parlate dagli
interpreti… È Babele, con la sua crudeltà e la condanna all’incomprensione.
Dall’altra parte , il mondo della nave. Dove alle lingue si sostituiscono le
coloriture locali del linguaggio e dove un apparente ordine richiede una
particolare attenzione all’uso dei colori e alla composizione delle immagini.
Si potrebbe dire che da una parte abbiamo una apparente casualità fatti di
immagini sporche e dure, e dall’altra – sulla nave – splendono immagini “in
divisa”, regolari e perfette. La divisione e la ricomposizione dei due mondi
convergono nel piccolo spazio della cabina del comandante, dove le immagini
devono avere il sapore della letteratura conradiana, che ha ispirato la
storia. In qualche modo, se vogliamo ritrovare uno straordinario precedente
cinematografico, nella commistione letteraria tra l’antropologico “Ramo d’oro”
di Frazer e lo stesso Conrad, in quel capolavoro che è “Apocalypse now”. Anche
qui abbiamo quella tragedia contemporanea che è l’emigrazione e la crisi
dell’individuo. E può essere la MDP a leggere e a “liberare” i due mondi.
“L’Ospite Segreto” verrà presentato al
VII Miami Latin Film Festival
e l’uscita nelle sale italiane è prevista per il 4 aprile 2003.
Disponibilità per interviste radiofoniche e televisive.
Sono disponibili per eventuali interviste :
Paolo Modugno, Corso Salani, Romina Mondello, Ludgero Fortes Dos Santos, Sarah
Dietrich, Ben Gazzarra
CAST TECNICO E ARTISTICO
Veronica Salvi presenta
L’ospite segreto
Un film di Paolo Modugno
Con Corso Salani, Romina Mondello, Ludgero Fortes Dos Santos
Spiros Focas, Gigi Angelillo
Con la partecipazione di Ben Gazzara
Sceneggiatura di Andrea Balzola e Rocco Aldemaro Barbaro
liberamente tratta dal racconto “il clandestino” di Joseph Conrad
Costumi Rita Lecconi
Fonico di presa diretta Benito Alchimede
Canzoni originali Sarah F. Dietrich/Mark Hanna
Scenografia Francesca R. Salvi
Direttore della fotografia Marco Carosi
Montaggio Claudio Di Mauro
Organizzatore generale Renato Fiè
Prodotto da Veronica Salvi per la esse&bi cinematografica con il
sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
e la partecipazione della Impresa Pubblici Esercizi
Ufficio Stampa:
Raffaella Spizzichino
Dorland Comunicazione
Tel. 06-32646105 Fax 06-32651653
Cell. 338-8800199
r.spizzichino@dorland.it
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