|
25/03/03
Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni” di Ferdinando
Vicentini Orgnani
Un film per riflettere sull’assassinio della giornalista Ilaria Alpi e del
cineoperatore Miran Hrovatin, un caso ancora aperto
di Osvaldo Contenti
Sono passati nove anni da quel maledetto 20 marzo del
1994, giorno in cui Ilaria Alpi, giornalista Rai, e il suo cameraman,
lo sloveno Miran Hrovatin, vennero assassinati in un vile e spietato
agguato organizzato a Mogadiscio, in Somalia, che nessun giornalista degno di
questo nome ha intenzione di dimenticare. Ne fa fede l’affollatissima
conferenza stampa di presentazione del film Ilaria Alpi – Il più crudele
dei giorni, di Ferdinando Vicentini Orgnani, dove l’atmosfera
che si respira è delle più gravi.
Si capisce subito che non sarà una presentazione come le altre, anche perché i
preannunciati bagliori di guerra contro l’Iraq, qui scagliano un riverbero
ancor più sinistro sulla vicenda umana e professionale di Ilaria e Miran, due
inviati di guerra che oltre ad informare volevano capire. Una volontà di
risalire al cui prodest? che sicuramente, per alcuni, ha decretato la
loro condanna a morte. Ma il regista tiene subito a precisare: «Noi non siamo
degli investigatori. Siamo persone che mettono insieme dei frammenti di una
realtà complicata per cercare di farla capire». E infatti quello di Vicentini
Orgnani non è un film-inchiesta, semplicemente perché non vuole esserlo.
La
pellicola, invece, focalizzando solo l’ultimo mese di vita dei due inviati del
Tg3, si concentra sulla personalità di Ilaria e Miran e sulla loro dedizione
al lavoro. Volendo significare e sottolineare, in una prima fase del film, che
i due reporter non erano alla ricerca di inutili eroismi, in quanto si
ritenevano dei normali operatori dell’informazione. Ma è ancora possibile
esercitare questo mestiere senza pagarlo al costo della vita? Questo è il
punto. E il film ha il pregio di far riflettere proprio su questa piaga ancora
aperta, a fronte di 67 vittime tra gli operatori dell’informazione, annunciate
dall’International Federation of Journalist, che nel solo 2002 sono cadute in
zone “calde” o di guerra.
In conferenza stampa l’indignazione per questa orribile realtà, che tutti i
giornalisti hanno ben presente, si traduce in quesiti che mettono in
discussione il ruolo, o peggio, l’assenza di una tutela di Ilaria e Miran da
parte dell’esercito italiano e da parte dei responsabili Rai. La discussione
si accende e Gianni Minà, con molto acume, rincara la dose ricordando che una
parte degli effetti personali di Ilaria Alpi, tra cui degli importanti block
notes e dei filmati, vennero trafugati durante il volo che riportò in Italia
le salme di Ilaria e Miran. Chi fece sparire quel materiale? E a quale scopo?
Domande parzialmente retoriche che comunque fanno sorgere altri interrogativi,
come quelli su possibili pressioni intervenute nella fase di produzione del
film. Al riguardo, Marcello Fois, sceneggiatore assieme a Vicentini
Orgnani, fuori dai denti risponde che oltre a pressioni vi sono state anche
minacce esplicite. Tutto ciò a riprova indiretta di un film che ha colto nel
segno, dove non solo viene espressa una tesi convincente riguardo al movente
del duplice omicidio, ma dove si fanno nomi e cognomi delle figure salienti
legate a questo sporco affair internazionale che trasuda di armamenti e
rifiuti tossici esportati illegalmente.
Siamo
quindi di fronte ad un film-verità che ha pochi precedenti nel panorama
cinematografico italiano. La sua peculiarità è di non essere mai
documentaristico, anche quando, con rigore, si sofferma sulla meticolosa
ricostruzione di fatti e relazioni tra personaggi reali. Un rigore che permea
anche la straordinaria interpretazione di Ilaria Alpi da parte di
Giovanna
Mezzogiorno, sicuramente la miglior attrice italiana di questi ultimi
anni, la quale spiega così il suo lavoro sul personaggio: «Ho cercato di
capire la sua personalità, il suo modo di approcciarsi al lavoro. Non abbiamo
fatto un lavoro di imitazione perché sarebbe stato sbagliato copiare una
persona, scimmiottare i suoi gesti. Ho cercato di assomigliarle nel suo modo
di essere, nel suo modo di affrontare con decisione la sua professione e in
particolare questa sua ultima vicenda». Va comunque detto che
l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno risulta a tuttotondo non solo per la
bravura dell’attrice, ma anche per la perfetta intesa con il bravissimo
Rade Sherbedgia nel ruolo del cineoperatore Miran Hrovatin. L’equilibrio
tra questi due ottimi interpreti è il fiore all’occhiello del film dal punto
di vista estetico.
Un film che però non intende affatto risolversi nella sola parabola della
visione nelle sale, ma che proprio tramite esso e l’acquisizione di nuovi
elementi ha l’ambizione di far riaprire il caso. Inoltre, ai temi della
pellicola si affianca anche l’importante “Premio Giornalistico Televisivo
Ilaria Alpi”, giunto alla IX edizione, che si terrà a Riccione il 5-6-7
giugno 2003 mettendo in concorso servizi ed inchieste giornalistiche
televisive che trattino temi di impegno civile e sociale. E proprio per
l’impegno civile espresso in più occasioni da Luciana e Giorgio Alpi,
genitori di Ilaria, che hanno approvato sino all’ultima riga la sceneggiatura
del film, con rispetto e un sentimento di vicinanza desidero dedicare loro il
brano di una poesia di Nazim Hikmet che recita così: “C’è un albero dentro me
trapiantato dal sole, le sue foglie oscillano come pesci di fuoco, le sue
foglie cantano come usignoli…”.
Osvaldo Contenti
e-mail: osvacon@hotmail.com
(Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume “Chat room
Roberto Rossellini”, Luca Sossella editore, pag. 160 – 15 euro)
Per
approfondire
Web:
su Ilaria Alpi:
www.ilariaalpi.it
sul concorso Ilaria Alpi IX edizione 2003:
www.ilariaalpi.it/premio/bando03d.html
Editoria:
Libro a cui il film è liberamente ispirato: “L’esecuzione – Inchiesta
sull’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” di Giorgio e Luciana Alpi,
Mariangela Gritta Grainer e Maurizio Torrealta, KAOS edizioni, pagg. 286 -
14,46 euro.
La sceneggiatura integrale del film nel volume: “Il più crudele dei giorni” di
Marcello Fois e Ferdinando Vicentini Orgnani, Frassinelli editori, pagg. 144 –
euro 11,00.
“Ilaria Alpi – Un omicidio al crocevia dei traffici” di Barbara Carazzolo,
Alberto Chiara, Luciano Scalettari, edito da Baldini e Castoldi, pagg. 147.
|
Immagini autorizzate dall'Ufficio
Stampa |
|